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Rassegna stampa

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ISTAT, BALZO DELLA PRODUZIONE DI AGOSTO DEL 7,7 PER CENTO

Pubblicato il 09 ottobre 2020 alle 08.45

Il gap annuo si riduce a soli tre decimali, un risultato insperato fino a pochi mesi fa. Ma i dati di agosto della produzione industriale confermano la prosecuzione del percorso di recupero avviato dal Paese, in condizioni migliori al momento rispetto ai concorrenti europei.

La produzione industriale rilevata dall’Istat aumenta infatti di un robusto 7,7% rispetto a luglio, sulla base dei dati destagionalizzati, mentre è in frenata dello 0,3% rispetto ad agosto 2019.

La chiusura del gap è in effetti ben oltre le attese, tenendo conto che ad aprile la voragine produttiva su base annua era pari a 43 punti, ridotti a 20 a maggio, scesi ancora a 14 a giugno e poi a poco più di otto a luglio. Agosto, con un deficit di appena tre decimali, è di fatto in linea con lo stesso mese del 2019, un confronto pre-Covid.

Nella media del trimestre giugno-agosto il livello della produzione cresce così del 34,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Ma il risultato più eclatante riguarda l’indice complessivo della produzione, che si porta oltre quota 105, tornando quindi oltre i livelli pre-covid (a febbraio era pari a 103,2): per trovare un livello più alto occorre tornare ad agosto 2019.

Recupero peraltro corroborato da altri segnali che vanno nella stessa direzione della produzione. A partire dall’export, che nelle rilevazioni di luglio accorcia ancora il gap rispetto al periodo pre-crisi, presentando un calo di poco più di sette punti rispetto allo stesso mese del 2019 e indicando per la prima volta dall’avvio dell’emergenza un rimbalzo convinto (+14%) per le nostre vendite in Cina, primo paese ad aver affrontato ma anche ad essere uscito dall’emergenza.

Entusiasmo comunque da frenare, guardando alla difficoltà della lettura statistica, che a settembre fornirà dati un poco più omogenei, almeno su base annua. Se infatti l’agosto degli ultimi anni è certo profondamente diverso da quello del passato, in cui l’intera attività produttiva manifatturiera italiana si fermava all’unisono, va detto che nel 2020 l’anomalia è stata evidente. Con numerose imprese impegnate a lavorare oltre la media, restringendo quindi l’utilizzo delle ferie per smaltire gli ordini non evasi nel periodo di lockdown. Il punto chaive è quello di capire se questo trend può proseguire o se invece si tratta di una fiammata temporanea.

Istat: l'economia recupera, ripartono consumi e fiducia

A trainare la produzione, nei dati Istat, sono in particolare i mezzi di trasporto e le auto ma segnali positivi su base annua vi sono anche per farmaceutica, gomma-plastica, metallurgia ed elettronica.

Il dato italiano è decisamente migliore rispetto a quello di Berlino, dove la produzione cede lo 0,2% rispetto al mese precedente, il 9,6% su base annua, per effetto in particolare del rallentamento dell’auto.

In Francia la crescita mensile è stata dell’1,3%, anche in questo caso rallentando il passo rispetto al periodo precedente: il livello pre-covid resta distante oltre sei punti per l’intera industria, il 7,4% per la manifattura.


FONTE: SOLE24ORE



Categorie: Imprese ed economia


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