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Rassegna stampa

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PRESTITI ALLE IMPRESE GARANTITI DALLO STATO: PER I PICCOLI ARRIVA IL 100 PER CENTO. RESTITUZIONE IN 6 ANNI

Pubblicato il 07 aprile 2020 alle 10.20

La garanzia pubblica, cioè la copertura da parte dello Stato in caso di mancato rimborso del prestito, può arrivare al 100% per le imprese più piccole mentre per quelle più grandi scende fino al 70%. Per rimborsare il credito, a un tasso molto vicino allo zero, ci sono sei anni di tempo. La somma può arrivare al massimo fino al 25% del fatturato dell’anno scorso. È stato rivisto fino all’ultimo secondo il decreto legge che il consiglio dei ministri ha approvato ieri per dare liquidità alle imprese, cioè per mettere in piedi un sistema di credito a costo quasi zero e burocrazia semplificata. Nell’impianto del testo c’è un doppio binario che riflette il braccio di ferro tra il Pd e i 5 Stelle sul controllo di Sace, la società che materialmente emetterà le garanzie pubbliche per le aziende più grandi, mentre per quelle piccole il braccio operativo sarà il fondo di garanzia per le pmi. I tempi saranno brevi ma non brevissimi. E questo perché serve comunque il via libera della commissione europea.

Le piccole imprese

In questa categoria il decreto fa rientrare le imprese fino a 499 dipendenti. Ma ci sono diverse fasce d’intervento a seconda dell'importo del prestito e anche del fatturato dell’azienda. Per i prestiti più piccoli, fino a 25 mila euro, viene introdotta per tutti una procedura super agevolata, senza istruttoria né da parte delle banche né da parte del fondo di garanzia. In questo caso la garanzia pubblica sarà pari al 100%. Per i prestiti fino a 800 mila euro e per chi fattura meno di 3,2 milioni di euro, invece, la garanzia pubblica resterà ancora al 100% ma ci sarà una valutazione dell’impresa fatta dal Fondo. Valutazione che non riguarderà la situazione attuale, altrimenti nessuno prenderebbe nulla, ma gli ultimi due anni, con bilanci e dichiarazioni fiscali. Oltre gli 800 mila euro, e con un tetto massimo di 5 milioni, la valutazione resta mentre la garanzia scende al 90%. Può tornare piena, e cioè al 100%, solo con l’intervento dei Confidi, i consorzi di garanzia collettiva dei fidi.

Le imprese più grandi

Sopra i 499 dipendenti esce di scena il Fondo di garanzia delle pmi ed entra in campo Sace, società che si occupa di assicurazione e servizi finanziari per le aziende che fanno export, controllata da Cassa depositi e prestiti. Anche qui l’intervento è diviso per fasce. In questo caso la garanzia pubblica non è mai al 100%. Arriva al 90% per le aziende che hanno meno di 5 mila dipendenti e un fatturato fino a 1,5 miliardi di euro. Scende all’80% per quelle che hanno un fatturato tra 1,5 e 5 miliardi di euro. Scende ancora al 70% per quelle che hanno un fatturato superiore ai 5 miliardi di euro.

Il ruolo di Sace

Il ruolo di Sace, quindi, sarà fondamentale per le aziende più grandi. La proprietà della società resta nelle mani di Cassa depositi e prestiti. Ma il decreto affida la direzione e il coordinamento al ministero dell’Economia. Una sorta di compromesso che alla fine evita il reset di una struttura che nei prossimi giorni sarà chiamata a fare la sua parte per portare liquidità alle imprese nel più breve tempo possibile.


FONTE: CORRIERE DELLA SERA



Categorie: Finanziamenti


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