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Rassegna stampa

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MUTUO CONGELATO, ECCO QUANDO E' CONVENIENTE

Pubblicato il 18 marzo 2020 alle 08.10

L’emergenza coronavirus ha portato alla possibilità di sospendere la rate del mutuo e di rinviare l’appuntamento con il Fisco attraverso il 730 di qualche mese. In entrambi i casi è bene farsi bene i conti però. Occorre sapere che chi sceglie queste strade potrebbe andare in contro a limitazioni.

Chi ne può usufruire

Va detto che, per la sospensione delle rate il Governo ha potenziato il Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa, il cosiddetto Fondo Gasparrini. Possono richiedere la sospensione del mutuo non solo i lavoratori subordinati e parasubordinati che hanno perso il lavoro, ma anche coloro che, a causa del coronavirus, hanno subito una sospensione dal lavoro o una riduzione delle ore per un periodo di almeno trenta giorni. Con il decreto “Cura Italia” il Governo ha esteso questa possibilità anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, un calo del proprio fatturato superiore al 33% in conseguenza alle restrizioni introdotte per arginare la diffusione del Covid-19.

L’adesione al fondo è limitata ai soli mutui per l’acquisto della prima casa e per immobili di valore non superiore ai 250.000 euro; non ci sono limiti in base all’Isee del richiedente.

Per fare richiesta di sospensione del mutuo è necessario presentare domanda corredata dalla documentazione alla propria banca, la quale, a sua volta, sottoporrà a Consap, l’ente che gestisce il Fondo, la richiesta per approvazione.

Che cosa succede

La sospensione della rata è prevista per un massimo di 18 mesi. Questa possibilità, sottolineano gli esperti di Facile.it, dovrebbe essere utilizzata solo se strettamente necessaria.

Accedere al Fondo di Solidarietà potrebbe significare, per alcuni, precludersi la possibilità di surrogare il mutuo non solo chiaramente durante il periodo di sospensione, ma anche in futuro. Vuol dire che se il finanziamento viene congelato, non sarà possibile intervenire su questo chiedendo condizioni più vantaggiose che faranno risparmiare nel corso degli anni futuri. E’ il caso della surroga o della rinegoziazione, vale a dire della rottamazione del mutuo vecchio con uno nuovo più conveniente. L’ipotesi è che nei prossimi mesi, i tassi possano scendere ancora e che la rata possa diventare così più leggera. «Sebbene ci si trovi in una situazione senza precedenti e vada detto che il mondo bancario, in periodi come questi, ha sempre grande comprensione dei mutuatari e si adoperi per trovare delle soluzioni - spiega Umberto Stivala, esperto di mutui di Facile.it -. E’ bene evidenziare che, in passato, ci sono stati istituti di credito che hanno negato la surroga a mutuatari che anni prima avevano fatto ricorso al Fondo di solidarietà per la sospensione delle rate. Prima di “congelare” il mutuo è opportuno valutare con attenzione e scegliere questa opzione solo se veramente necessaria».

E’ solo un posticipo

Oltre a questo, bisogna considerare che, se comunque si decide di sospendere il mutuo, al termine del periodo di sospensione il finanziamento ripartirà da dove si era bloccato; il piano di ammortamento verrà quindi allungato di un periodo pari alla durata della sospensione e il mutuatario dovrà comunque corrispondere alla banca anche la metà degli interessi maturati sulle rate non versate.

Per gli esperti di Facile.it, la scelta di accedere alla sospensione delle rate prevista dal Decreto-legge, insomma, non deve essere fatta con leggerezza ed è opportuno che vi ricorra solo chi non ha alternative. Se, per quanto peggiorata, la situazione economica del mutuatario non gli impedisce comunque di pagare le rate del finanziamento già sottoscritto, meglio stringere per un po’ la cinghia e, fra qualche mese, valutare opzioni diverse per alleggerire la rata.

Le altre strade possibili

Un’alternativa potrebbe essere, ad esempio, aspettare che termini il periodo di criticità per poi optare per una surroga o una rinegoziazione, se necessario allungando il piano di ammortamento. Aumentare la durata dei tempi di restituzione consente di alleggerire la rata e, stando alle attuali condizioni di mercato, addirittura probabilmente godere di tassi migliori rispetto a quelli validi all’atto dell’erogazione originale.


FONTE: LA STAMPA



Categorie: Finanziamenti


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