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Rassegna stampa

Rassegna stampa

FINANZIAMENTI DI 25MILA EURO LIMITATI NEI FONDI

Pubblicato il 15 aprile 2020 alle 11.00

Pubblicato ieri sui siti del Fondo di garanzia e del ministero dello Sviluppo il modulo relativo alla garanzia del 100% su prestiti fino a un massimo di 25mila euro (sempre entro il limite del 25% dei ricavi). La grande attesa per questa misura si è concretizzata subito, con il sito del Fondo centrale di garanzia in tilt per i troppi accessi. Intanto il Consiglio di gestione del Fondo di garanzia, considerando alta la rischiosità, ha fissato nel 30% la percentuale di accantonamento: ossia per ogni euro di garanzia tre euro di finanziamenti. A conti fatti, con gli 1,7 miliardi stanziati nel decreto liquidità si potrebbero coprire solo 200mila richieste per prestiti di 25mila euro; con un valore medio di 15mila euro si arriverebbe a 340-350mila operazioni. Quanto infine alle partite Iva, la percentuale del 25% dei ricavi per chi ha optato per la flat tax al 15% si deve applicare al tetto massimo di 65mila euro: l’importo dei mini-prestiti quindi non potrà mai superare i 16.250 euro.

 

 

 


FONTE: SOLE24ORE



PRESTITI ALLE IMPRESE GARANTITI DALLO STATO: PER I PICCOLI ARRIVA IL 100 PER CENTO. RESTITUZIONE IN 6 ANNI

Pubblicato il 07 aprile 2020 alle 10.20

La garanzia pubblica, cioè la copertura da parte dello Stato in caso di mancato rimborso del prestito, può arrivare al 100% per le imprese più piccole mentre per quelle più grandi scende fino al 70%. Per rimborsare il credito, a un tasso molto vicino allo zero, ci sono sei anni di tempo. La somma può arrivare al massimo fino al 25% del fatturato dell’anno scorso. È stato rivisto fino all’ultimo secondo il decreto legge che il consiglio dei ministri ha approvato ieri per dare liquidità alle imprese, cioè per mettere in piedi un sistema di credito a costo quasi zero e burocrazia semplificata. Nell’impianto del testo c’è un doppio binario che riflette il braccio di ferro tra il Pd e i 5 Stelle sul controllo di Sace, la società che materialmente emetterà le garanzie pubbliche per le aziende più grandi, mentre per quelle piccole il braccio operativo sarà il fondo di garanzia per le pmi. I tempi saranno brevi ma non brevissimi. E questo perché serve comunque il via libera della commissione europea.

Le piccole imprese

In questa categoria il decreto fa rientrare le imprese fino a 499 dipendenti. Ma ci sono diverse fasce d’intervento a seconda dell'importo del prestito e anche del fatturato dell’azienda. Per i prestiti più piccoli, fino a 25 mila euro, viene introdotta per tutti una procedura super agevolata, senza istruttoria né da parte delle banche né da parte del fondo di garanzia. In questo caso la garanzia pubblica sarà pari al 100%. Per i prestiti fino a 800 mila euro e per chi fattura meno di 3,2 milioni di euro, invece, la garanzia pubblica resterà ancora al 100% ma ci sarà una valutazione dell’impresa fatta dal Fondo. Valutazione che non riguarderà la situazione attuale, altrimenti nessuno prenderebbe nulla, ma gli ultimi due anni, con bilanci e dichiarazioni fiscali. Oltre gli 800 mila euro, e con un tetto massimo di 5 milioni, la valutazione resta mentre la garanzia scende al 90%. Può tornare piena, e cioè al 100%, solo con l’intervento dei Confidi, i consorzi di garanzia collettiva dei fidi.

Le imprese più grandi

Sopra i 499 dipendenti esce di scena il Fondo di garanzia delle pmi ed entra in campo Sace, società che si occupa di assicurazione e servizi finanziari per le aziende che fanno export, controllata da Cassa depositi e prestiti. Anche qui l’intervento è diviso per fasce. In questo caso la garanzia pubblica non è mai al 100%. Arriva al 90% per le aziende che hanno meno di 5 mila dipendenti e un fatturato fino a 1,5 miliardi di euro. Scende all’80% per quelle che hanno un fatturato tra 1,5 e 5 miliardi di euro. Scende ancora al 70% per quelle che hanno un fatturato superiore ai 5 miliardi di euro.

Il ruolo di Sace

Il ruolo di Sace, quindi, sarà fondamentale per le aziende più grandi. La proprietà della società resta nelle mani di Cassa depositi e prestiti. Ma il decreto affida la direzione e il coordinamento al ministero dell’Economia. Una sorta di compromesso che alla fine evita il reset di una struttura che nei prossimi giorni sarà chiamata a fare la sua parte per portare liquidità alle imprese nel più breve tempo possibile.


FONTE: CORRIERE DELLA SERA



MUTUO CONGELATO, ECCO QUANDO E' CONVENIENTE

Pubblicato il 18 marzo 2020 alle 08.10

L’emergenza coronavirus ha portato alla possibilità di sospendere la rate del mutuo e di rinviare l’appuntamento con il Fisco attraverso il 730 di qualche mese. In entrambi i casi è bene farsi bene i conti però. Occorre sapere che chi sceglie queste strade potrebbe andare in contro a limitazioni.

Chi ne può usufruire

Va detto che, per la sospensione delle rate il Governo ha potenziato il Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa, il cosiddetto Fondo Gasparrini. Possono richiedere la sospensione del mutuo non solo i lavoratori subordinati e parasubordinati che hanno perso il lavoro, ma anche coloro che, a causa del coronavirus, hanno subito una sospensione dal lavoro o una riduzione delle ore per un periodo di almeno trenta giorni. Con il decreto “Cura Italia” il Governo ha esteso questa possibilità anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, un calo del proprio fatturato superiore al 33% in conseguenza alle restrizioni introdotte per arginare la diffusione del Covid-19.

L’adesione al fondo è limitata ai soli mutui per l’acquisto della prima casa e per immobili di valore non superiore ai 250.000 euro; non ci sono limiti in base all’Isee del richiedente.

Per fare richiesta di sospensione del mutuo è necessario presentare domanda corredata dalla documentazione alla propria banca, la quale, a sua volta, sottoporrà a Consap, l’ente che gestisce il Fondo, la richiesta per approvazione.

Che cosa succede

La sospensione della rata è prevista per un massimo di 18 mesi. Questa possibilità, sottolineano gli esperti di Facile.it, dovrebbe essere utilizzata solo se strettamente necessaria.

Accedere al Fondo di Solidarietà potrebbe significare, per alcuni, precludersi la possibilità di surrogare il mutuo non solo chiaramente durante il periodo di sospensione, ma anche in futuro. Vuol dire che se il finanziamento viene congelato, non sarà possibile intervenire su questo chiedendo condizioni più vantaggiose che faranno risparmiare nel corso degli anni futuri. E’ il caso della surroga o della rinegoziazione, vale a dire della rottamazione del mutuo vecchio con uno nuovo più conveniente. L’ipotesi è che nei prossimi mesi, i tassi possano scendere ancora e che la rata possa diventare così più leggera. «Sebbene ci si trovi in una situazione senza precedenti e vada detto che il mondo bancario, in periodi come questi, ha sempre grande comprensione dei mutuatari e si adoperi per trovare delle soluzioni - spiega Umberto Stivala, esperto di mutui di Facile.it -. E’ bene evidenziare che, in passato, ci sono stati istituti di credito che hanno negato la surroga a mutuatari che anni prima avevano fatto ricorso al Fondo di solidarietà per la sospensione delle rate. Prima di “congelare” il mutuo è opportuno valutare con attenzione e scegliere questa opzione solo se veramente necessaria».

E’ solo un posticipo

Oltre a questo, bisogna considerare che, se comunque si decide di sospendere il mutuo, al termine del periodo di sospensione il finanziamento ripartirà da dove si era bloccato; il piano di ammortamento verrà quindi allungato di un periodo pari alla durata della sospensione e il mutuatario dovrà comunque corrispondere alla banca anche la metà degli interessi maturati sulle rate non versate.

Per gli esperti di Facile.it, la scelta di accedere alla sospensione delle rate prevista dal Decreto-legge, insomma, non deve essere fatta con leggerezza ed è opportuno che vi ricorra solo chi non ha alternative. Se, per quanto peggiorata, la situazione economica del mutuatario non gli impedisce comunque di pagare le rate del finanziamento già sottoscritto, meglio stringere per un po’ la cinghia e, fra qualche mese, valutare opzioni diverse per alleggerire la rata.

Le altre strade possibili

Un’alternativa potrebbe essere, ad esempio, aspettare che termini il periodo di criticità per poi optare per una surroga o una rinegoziazione, se necessario allungando il piano di ammortamento. Aumentare la durata dei tempi di restituzione consente di alleggerire la rata e, stando alle attuali condizioni di mercato, addirittura probabilmente godere di tassi migliori rispetto a quelli validi all’atto dell’erogazione originale.


FONTE: LA STAMPA



FONDI ALLE PMI NELLE ZONE ROSSE DEL CORONAVIRUS

Pubblicato il 04 marzo 2020 alle 14.20

L’art. 25 del DL 9/2020 ha istituito un regime speciale del fondo garanzia PMI per un periodo di 12 mesi (fino al 2.3.2021) a beneficio delle imprese, incluse quelle del settore agroalimentare, che abbiano sede o anche solo unità locali ubicate nei territori della c.d. “zona rossa” colpite dal Coronavirus. In particolare:

- la garanzia del fondo dedicato alle PMI è concessa, a titolo gratuito e con priorità sugli altri interventi, per un importo massimo garantito per singola impresa di 2.500.000,00 euro;

- per gli interventi di garanzia diretta la percentuale massima di copertura è pari all’80% dell’ammontare di ciascuna operazione di finanziamento;

- per gli interventi di riassicurazione la percentuale massima di copertura è pari al 90% dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima di copertura dell’80%.

Tale misura potrebbe essere estesa, con decreto, anche a PMI che non si trovino nella “zona rossa”.


FONTE: SOLE24ORE



START UP INNOVATIVE, DOMANDE DAL 20 GENNAIO

Pubblicato il 10 gennaio 2020 alle 15.05

Ai fini dell’accesso all’agevolazione “smart & start”, le start up innovative possono presentare dal 20.1.2020 le domande a Invitalia, sulla base dei nuovi criteri individuati dalla circ. Min. Sviluppo economico 16.12.2019 n. 439196.

 

Tra le novità previste dalla circolare, si evidenziano le seguenti:

 

- la semplificazione dei criteri di valutazione per la concessione delle agevolazioni e l’introduzione di nuove premialità in caso di collaborazione con organismi di ricerca, incubatori e acceleratori d’impresa, compresi i Digital innovation hub, e di realizzazione di piani di impresa al Sud da parte di startup già operative al Centro-nord;

 

- una nuova definizione dei piani di impresa e delle spese ammissibili, incluso il riconoscimento di una quota di finanziamento per la copertura delle esigenze di capitale circolante per il periodo di realizzazione del piano;

 

- l’incremento del finanziamento agevolato fino all’80% delle spese ammissibili e al 90% nel caso di società costituite da sole donne, da under 36 oppure se un socio ha il titolo di dottore di ricerca.

 

 

 


FONTE: SOLE24ORE



 

 

BONUS INVESTIMENTI NEL MEZZOGIORNO PROROGATO AL 2020

Pubblicato il 07 gennaio 2020 alle 13.15

L’art. 1 co. 319 della L. 160/2019 (legge di bilancio 2020) proroga il credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno ex art. 1 co. 98-108 della L. 208/2015 per gli investimenti effettuati fino al 31.12.2020.

La disciplina agevolativa non ha subito modifiche, per cui il credito d’imposta:

- spetta ai titoli di reddito d’impresa, ferme restando le esclusioni settoriali;

- è riconosciuto alle imprese che acquistano beni strumentali nuovi facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo;

- è subordinato alla presentazione di apposita comunicazione;

- può essere utilizzato esclusivamente in compensazione mediante il modello F24.

 

FONTE: EUTEKNE



ARRIVANO 70 MILIONI PER START UP INNOVATIVE E PICCOLE IMPRESE

Pubblicato il 10 dicembre 2019 alle 08.20

Nuovi provvedimenti a favore delle start up innovative e delle piccole e medie imprese. Il primo è il decreto attuativo sul Voucher 3I - Investire In Innovazione, previsto nel Decreto Crescita, che ha l’obiettivo di sostenere le start up innovative nel percorso di brevettabilità e di valorizzazione dei loro investimenti tecnologici e digitali. Per la misura sono disponibili risorse finanziarie pari a 6,5 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2019-2021.

Nel decreto sono stabiliti sia i servizi che potranno essere acquisiti dalle imprese interessate sia gli importi concessi tramite il Voucher 3I:

-2 mila euro per i servizi di consulenza relativi alle ricerche di anteriorità preventive e alla verifica della brevettabilità dell’invenzione; -4 mila euro per i servizi di consulenza relativi alla stesura della domanda di brevetto e di deposito presso l’Uibm; -6 mila euro per i servizi di consulenza relativi al deposito all’estero della domanda nazionale di brevetto.

Il Voucher 3I può essere fornito esclusivamente per l’acquisizione di servizi prestati dai consulenti in proprietà industriale iscritti all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale e da avvocati iscritti al Consiglio nazionale forense. I termini e le modalità operative per la presentazione delle domande, gestite da Invitalia, saranno definiti con un successivo provvedimento ministeriale.

Inoltre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale anche un altro decreto attuativo del Decreto Crescita, che introduce un nuovo strumento nel percorso di brevettabilità, consentendo a chi abbia presentato una domanda internazionale di brevetto di avvalersi della procedura di esame e concessione presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi. Infine, anche le piccole imprese, ma in alcuni casi anche le start up innovative, possono partecipare ad altri tre bandi sulla proprietà intellettuale e sulla valorizzazione di brevetti e sul trasferimento tecnologico di attività di ricerca e sviluppo. La dotazione di questi bandi è piuttosto ricca e ammonta a 50 milioni di euro.

Tutte le informazioni su www.mise.gov.it, Incentivi.

 

 

FONTE: LA STAMPA



RIATTIVATA L'AGEVOLAZIONE SABATINI

Pubblicato il 11 marzo 2019 alle 16.00 Comments commenti (40)

Con l’articolo 1, comma 200, della legge n. 145 del 30.123.2018, il legislatore ha rifinanziato la c.d. “Nuova Sabatini”: conseguentemente, a decorrere dal 07.02.2019 sono stati riaperti gli sportelli per la presentazione delle domande di incentivo.

L’agevolazione della Sabatini-ter consiste in un finanziamento agevolato a copertura degli investimenti – per un minimo di 20.000 € e massimo 2.000.000 € - coperto da garanzia statale pari all’80% dell’investimento agevolato e di durata fino a 5 anni, con un contributo pari agli interessi nella misura massima del 2,75% (3,575% nel caso di investimento in tecnologie digitali).

I beni oggetto di agevolazione (macchine, attrezzature e software), secondo quanto chiarito dal MISE, devono essere ad uso produttivo, correlati all’attività svolta dall’impresa ed essere ubicati presso l’unità produttiva dell’impresa in cui è realizzato l’investimento.

I beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese operanti in tutti i settori economici/produttivi, regolarmente iscritte nel registro delle imprese e con almeno una sede operativa in Italia. Qualora le imprese beneficiarie non dispongano della predetta sede alla data di presentazione della domanda di agevolazione, esse devono provvedere alla relativa apertura entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento, pena la revoca delle agevolazioni concesse.

Nel dettaglio i beneficiari devono essere rispettati i seguenti requisiti:

1) Regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese ovvero nel Registro delle imprese di pesca. Le imprese non residenti nel territorio italiano devono avere personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza risultante dall’iscrizione nell’omologo Registro delle imprese;

2) Non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;

3) Non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

4) Non si trovano in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento GBER.

Al contrario non sono ammissibili le seguenti spese:

- Acquisto di componenti o parti di macchinari, impianti e attrezzature che non soddisfano il requisito dell’autonomia funzionale;

- Terreni e fabbricati, incluse le opere murarie di qualsiasi genere;

- Scorte di materie prime e semilavorati di qualsiasi genere;

- Prestazione di servizi e consulenze di qualsiasi genere;

- Acquisto di beni che costituiscono mera sostituzione di beni già esistenti in azienda

- Spese relative a commesse interne;

- Acquisto di beni usati o rigenerati;

- Materiali di consumo;

- Spese di funzionamento;

- Imposte e tasse;

- Relative al contratto di finanziamento e a spese legali di qualsiasi genere;

- Utenze di qualsiasi genere, ivi compresa la fornitura di energia elettrica, gas, etc.;

- Pubblicità e promozioni di qualsiasi genere;

- Acquisto di singoli beni di importo inferiore a 516,46 €, al netto dell'iva.


Per informazioni e consulenza si prega di contattare i nostri consulenti.


CIARI ASSOCIATI SRL



MUTUI, SPREAD ANCORA BASSI MA SCENARIO INCERTO

Pubblicato il 04 febbraio 2019 alle 08.00 Comments commenti (344)

Il miglioramento della situazione finanziaria delle famiglie spinge la compravendita delle abitazioni e i muti. A sostenere questo trend sono anche le condizioni di mercato che rimangono molto favorevoli, sia per quanto riguarda il prezzo al mq delle abitazioni sia per gli spread di offerta sui mutui. L’effetto combinato di questi fattori si vede sui numeri sul mattone. Continua, infatti, il progressivo recupero delle compravendite immobiliari: nel terzo trimestre 2018, la crescita registrata è pari al +6,7%, in accelerazione rispetto al +5,6% e al +4,3% del secondo e primo trimestre 2018. A rilevare l’andamento è la Bussola Mutui Crif – MutuiSupermarket nella sua edizione sul IV trimestre 2018. L’indagine mette anche in evidenza prezzi delle case ancora in calo (il 2018 si è chiuso con una flessione del -1,4%, la minore dal 2011).

Le incognite tuttavia non mancano. Secondo il bollettino trimestrale firmato CRIF e MutuiSupermarket.it, lo scenario sui prossimi mesi rimane ad ogni modo incerto e il delinearsi con maggiore chiarezza di diverse variabili chiave di tipo economico e finanziario potrebbe indurre privati e famiglie a seguire un approccio più cauto e a posticipare decisioni relative a un investimento centrale come quello sulla casa.

Le offerte sul mercato

Gli spread sono ancora a un livello particolarmente favorevole. Il bollettino rileva che, dopo una stabilizzazione a livelli minimi storici durante i primi 9 mesi dell’anno, i migliori spread di offerta nel quarto trimestre 2018 e ad inizio 2019 crescono mediamente di uno 0,20%, sia per mutui a tasso variabile che fisso.

Per un’operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, i migliori spread a gennaio 2019 per mutui a tasso variabile si posizionano allo 0,9% e per i mutui a tasso fisso si attestano attorno allo 0,2%. Con riferimento ai mutui a tasso fisso la riduzione degli indici IRS (-0,2% fra ottobre 2018 e gennaio 2019) ha continuato a sostenere la scelta dei consumatori verso il tasso fisso, che nel quarto trimestre 2018 ha spiegato circa il 68% del totale preferenze: sicurezza e rischio a zero per il cliente e per le banche una buona opportunità di fidelizzare i nuovi mutuatari sul lungo termine.

Questa situazione di spread particolarmente appetibili tiene alto l’interesse di privati e famiglie nei confronti delle nuove operazioni di surroga che transitano in particolare sul canale internet.

Il peso delle richieste con questa finalità è arrivato a spiegare circa il 34% del totale delle richieste raccolte sul canale internet (canale che rappresenta una vera e propria cartina tornasole per questo segmento), leggermente in crescita rispetto ad una incidenza del 33% rilevata nel terzo trimestre 2018, seppure ancora ben al di sotto dei picchi degli anni precedenti.

Sul fronte delle compravendite residenziali, i dati dell’Agenzia delle Entrate confermano un comparto immobiliare in progressiva accelerazione, con un aumento trimestre su trimestre: +4,3% nel primo trimestre 2018, +5,6% nel secondo e +6,7% nel terzo. La crescita del numero delle compravendite residenziali nei primi tre trimestri si porta quindi ad un complessivo +5,6% rispetto ai primi tre trimestri 2017.

Si consolida dunque l’espansione del mercato immobiliare, in atto da oltre quattro anni consecutivi, favorito anche da valori di mercato ancora molto attraenti.

I prezzi delle case

A questo riguardo, una indicazione particolarmente interessante arriva anche dall’andamento dei prezzi al mq degli immobili forniti in garanzia al mutuo, che nel quarto trimestre 2018 segnano una lieve contrazione pari al -0,4%.

In particolare, gli immobili nuovi registrano una dinamica positiva con un +2,0% delle loro quotazioni rispetto al quarto trimestre 2017, mentre il prezzo/mq degli immobili usati mostra dinamiche meno positive segnando un -0,9%.

A livello di anno, nel 2018 il prezzo/mq degli immobili diminuisce complessivamente del -1,4% rispetto al 2017.

Più in particolare il prezzo/mq degli immobili nuovi cresce nel 2018 del +3% rispetto al 2017, mentre il prezzo/mq degli immobili usati cala segnando un -1,5%.

Analizzando il prezzo/mq degli immobili oggetto di garanzia sul periodo 2010/2018 emerge, dunque, una contrazione media dei prezzi pari al -23,2%.

Le nuove erogazioni

Sul fronte delle nuove erogazioni di mutui, le dinamiche di ripresa del settore immobiliare spingono la ripartenza delle operazioni di finanziamento con finalità acquisto casa e, quindi, la crescita del mercato dei mutui nel suo complesso. Gli ultimi dati Banca d’Italia confermano la dinamica positiva di crescita del mercato dei mutui e registrano nel terzo trimestre 2018 un incremento dei nuovi flussi di mutui erogati pari al +10,0%, in accelerazione rispetto al +7,6% del secondo trimestre e -6,2% del primo trimestre 2018. Analizzando invece l’andamento delle richieste di mutui e surroghe nel corso del 2018, si registra una leggera flessione rispetto all’anno precedente pari al -0,6% ascrivibile al rallentamento dei mutui di sostituzione a fronte di una dinamica positiva delle richieste di nuovi mutui con finalità acquisto.


FONTE: LA STAMPA



CREDITO D'IMPOSTA PER QUOTAZIONE PMI

Pubblicato il 02 ottobre 2018 alle 14.55 Comments commenti (58)

BENEFICIARI

Il beneficio consiste in un credito di imposta per le PMI iscritte nel Registro delle imprese ed operanti nei settori economici nell’ambito di applicazione del Regolamento UE 651/2014. Il bando prevede i seguenti ulteriori requisiti:

1) Non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto,e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

2) Essere in regola con l’eventuale restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero dello Sviluppo economico;

3) Non essere qualificato come impresa in difficoltà sulla base della definizione del Regolamento UE 651/2014.


SPESE AMMISSIBILI

Il credito d’imposta è ammesso per le spese di consulenza sostenute dal 1° gennaio 2018 per l’ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato UE o dello Spazio economico europeo, quali:

1) Consulenza preliminare finalizzate a:

- Implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione;

- Assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale;

- Supporto all’impresa in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento;

2) Consulenze per l'ammissione alla quotazione e finalizzate ad attestare l’idoneità della società all’ammissione medesima e alla successiva permanenza sul mercato;

3) Attività di collocazione presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;

4) Attività di supporto alla società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e nella conseguente preparazione di un report, incluse quelle relative allo svolgimento della due diligence finanziaria;

5) Assistenza della società emittente nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati o per la produzione di ricerche;

6) Consulenza legale, fiscale e contrattualistica inerenti i seguenti aspetti:

- Attività di definizione dell’offerta;

- Disamina del prospetto informativo o documento di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati;

- Due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell’impresa;

7) Attività di comunicazione necessarie a offrire la massima visibilità della società , a divulgare l’investment case, tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.


AGEVOLAZIONE

L'importo massimo del credito d’imposta è di 500.000 euro, nella misura massima del 50% dei costi complessivamente sostenuti per le attivita` finanziabili a decorrere dal 1° gennaio 2018 fino alla data in cui si ottiene la quotazione e, comunque, entro il 31 dicembre 2020.

Nel caso in cui l’importo complessivo dei crediti richiesti superi le risorse disponibili, il credito spettante a ciascuna PMI sarà determinato dal Ministero dello Sviluppo economico sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e l’ammontare del credito di imposta complessivamente richiesto dalle imprese istanti.

Il credito d’imposta e` utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal decimo giorno lavorativo del mese successivo a quello in cui e` stata comunicata la concessione alla società.


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