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Rassegna stampa

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MUTUI, SPREAD ANCORA BASSI MA SCENARIO INCERTO

Pubblicato il 04 febbraio 2019 alle 08.00 Comments commenti (1151)

Il miglioramento della situazione finanziaria delle famiglie spinge la compravendita delle abitazioni e i muti. A sostenere questo trend sono anche le condizioni di mercato che rimangono molto favorevoli, sia per quanto riguarda il prezzo al mq delle abitazioni sia per gli spread di offerta sui mutui. L’effetto combinato di questi fattori si vede sui numeri sul mattone. Continua, infatti, il progressivo recupero delle compravendite immobiliari: nel terzo trimestre 2018, la crescita registrata è pari al +6,7%, in accelerazione rispetto al +5,6% e al +4,3% del secondo e primo trimestre 2018. A rilevare l’andamento è la Bussola Mutui Crif – MutuiSupermarket nella sua edizione sul IV trimestre 2018. L’indagine mette anche in evidenza prezzi delle case ancora in calo (il 2018 si è chiuso con una flessione del -1,4%, la minore dal 2011).

Le incognite tuttavia non mancano. Secondo il bollettino trimestrale firmato CRIF e MutuiSupermarket.it, lo scenario sui prossimi mesi rimane ad ogni modo incerto e il delinearsi con maggiore chiarezza di diverse variabili chiave di tipo economico e finanziario potrebbe indurre privati e famiglie a seguire un approccio più cauto e a posticipare decisioni relative a un investimento centrale come quello sulla casa.

Le offerte sul mercato

Gli spread sono ancora a un livello particolarmente favorevole. Il bollettino rileva che, dopo una stabilizzazione a livelli minimi storici durante i primi 9 mesi dell’anno, i migliori spread di offerta nel quarto trimestre 2018 e ad inizio 2019 crescono mediamente di uno 0,20%, sia per mutui a tasso variabile che fisso.

Per un’operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, i migliori spread a gennaio 2019 per mutui a tasso variabile si posizionano allo 0,9% e per i mutui a tasso fisso si attestano attorno allo 0,2%. Con riferimento ai mutui a tasso fisso la riduzione degli indici IRS (-0,2% fra ottobre 2018 e gennaio 2019) ha continuato a sostenere la scelta dei consumatori verso il tasso fisso, che nel quarto trimestre 2018 ha spiegato circa il 68% del totale preferenze: sicurezza e rischio a zero per il cliente e per le banche una buona opportunità di fidelizzare i nuovi mutuatari sul lungo termine.

Questa situazione di spread particolarmente appetibili tiene alto l’interesse di privati e famiglie nei confronti delle nuove operazioni di surroga che transitano in particolare sul canale internet.

Il peso delle richieste con questa finalità è arrivato a spiegare circa il 34% del totale delle richieste raccolte sul canale internet (canale che rappresenta una vera e propria cartina tornasole per questo segmento), leggermente in crescita rispetto ad una incidenza del 33% rilevata nel terzo trimestre 2018, seppure ancora ben al di sotto dei picchi degli anni precedenti.

Sul fronte delle compravendite residenziali, i dati dell’Agenzia delle Entrate confermano un comparto immobiliare in progressiva accelerazione, con un aumento trimestre su trimestre: +4,3% nel primo trimestre 2018, +5,6% nel secondo e +6,7% nel terzo. La crescita del numero delle compravendite residenziali nei primi tre trimestri si porta quindi ad un complessivo +5,6% rispetto ai primi tre trimestri 2017.

Si consolida dunque l’espansione del mercato immobiliare, in atto da oltre quattro anni consecutivi, favorito anche da valori di mercato ancora molto attraenti.

I prezzi delle case

A questo riguardo, una indicazione particolarmente interessante arriva anche dall’andamento dei prezzi al mq degli immobili forniti in garanzia al mutuo, che nel quarto trimestre 2018 segnano una lieve contrazione pari al -0,4%.

In particolare, gli immobili nuovi registrano una dinamica positiva con un +2,0% delle loro quotazioni rispetto al quarto trimestre 2017, mentre il prezzo/mq degli immobili usati mostra dinamiche meno positive segnando un -0,9%.

A livello di anno, nel 2018 il prezzo/mq degli immobili diminuisce complessivamente del -1,4% rispetto al 2017.

Più in particolare il prezzo/mq degli immobili nuovi cresce nel 2018 del +3% rispetto al 2017, mentre il prezzo/mq degli immobili usati cala segnando un -1,5%.

Analizzando il prezzo/mq degli immobili oggetto di garanzia sul periodo 2010/2018 emerge, dunque, una contrazione media dei prezzi pari al -23,2%.

Le nuove erogazioni

Sul fronte delle nuove erogazioni di mutui, le dinamiche di ripresa del settore immobiliare spingono la ripartenza delle operazioni di finanziamento con finalità acquisto casa e, quindi, la crescita del mercato dei mutui nel suo complesso. Gli ultimi dati Banca d’Italia confermano la dinamica positiva di crescita del mercato dei mutui e registrano nel terzo trimestre 2018 un incremento dei nuovi flussi di mutui erogati pari al +10,0%, in accelerazione rispetto al +7,6% del secondo trimestre e -6,2% del primo trimestre 2018. Analizzando invece l’andamento delle richieste di mutui e surroghe nel corso del 2018, si registra una leggera flessione rispetto all’anno precedente pari al -0,6% ascrivibile al rallentamento dei mutui di sostituzione a fronte di una dinamica positiva delle richieste di nuovi mutui con finalità acquisto.


FONTE: LA STAMPA



CREDITO D'IMPOSTA PER QUOTAZIONE PMI

Pubblicato il 02 ottobre 2018 alle 14.55 Comments commenti (753)

BENEFICIARI

Il beneficio consiste in un credito di imposta per le PMI iscritte nel Registro delle imprese ed operanti nei settori economici nell’ambito di applicazione del Regolamento UE 651/2014. Il bando prevede i seguenti ulteriori requisiti:

1) Non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto,e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

2) Essere in regola con l’eventuale restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero dello Sviluppo economico;

3) Non essere qualificato come impresa in difficoltà sulla base della definizione del Regolamento UE 651/2014.


SPESE AMMISSIBILI

Il credito d’imposta è ammesso per le spese di consulenza sostenute dal 1° gennaio 2018 per l’ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato UE o dello Spazio economico europeo, quali:

1) Consulenza preliminare finalizzate a:

- Implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione;

- Assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale;

- Supporto all’impresa in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento;

2) Consulenze per l'ammissione alla quotazione e finalizzate ad attestare l’idoneità della società all’ammissione medesima e alla successiva permanenza sul mercato;

3) Attività di collocazione presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;

4) Attività di supporto alla società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e nella conseguente preparazione di un report, incluse quelle relative allo svolgimento della due diligence finanziaria;

5) Assistenza della società emittente nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati o per la produzione di ricerche;

6) Consulenza legale, fiscale e contrattualistica inerenti i seguenti aspetti:

- Attività di definizione dell’offerta;

- Disamina del prospetto informativo o documento di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati;

- Due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell’impresa;

7) Attività di comunicazione necessarie a offrire la massima visibilità della società , a divulgare l’investment case, tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.


AGEVOLAZIONE

L'importo massimo del credito d’imposta è di 500.000 euro, nella misura massima del 50% dei costi complessivamente sostenuti per le attivita` finanziabili a decorrere dal 1° gennaio 2018 fino alla data in cui si ottiene la quotazione e, comunque, entro il 31 dicembre 2020.

Nel caso in cui l’importo complessivo dei crediti richiesti superi le risorse disponibili, il credito spettante a ciascuna PMI sarà determinato dal Ministero dello Sviluppo economico sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e l’ammontare del credito di imposta complessivamente richiesto dalle imprese istanti.

Il credito d’imposta e` utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal decimo giorno lavorativo del mese successivo a quello in cui e` stata comunicata la concessione alla società.


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FINANZIAMENTI AGEVOLATI CAMPANIA: CONTRIBUTO PER INNOVAZIONE PMI

Pubblicato il 24 settembre 2018 alle 13.30 Comments commenti (0)

BENEFICIARI

 

Potranno presentare domanda di contributo:

- le micro, piccole e medie imprese, anche in forma consortile (MPMI);

- le reti dimicro, piccole emedie imprese che intendano realizzare un progetto di rete con sede legale e/o unità locale nella Regione Campania.


REQUISITI

I soggetti richiedenti il beneficio dovranno possedere i seguenti requisiti:

1) Essere regolarmente costituiti da almeno 2 anni ed essere iscritti nel Registro delle imprese della CCIAA competente per il territorio;

2) Avere unita` locale destinataria dell’intervento in Campania;.

3) Esercitare un’attivita` economica non esclusa ai sensi del regime de minimis, di cui al Regolamento UE 1407/2013;

4) Possedere la capacità economico-finanziaria di realizzare il progetto di investimento sulla base del fatturato dell’ultimo anno almeno pari all’importo del piano di investimento o dai fatturati degli ultimi 2 anni la cui media sia almeno pari all’importo del piano di investimento;

5) Possedere la capacità operativa ed amministrativa di relazione del piano di investimento, da dimostrare tramite una relazione contenente la descrizione delle principali attività realizzate negli ultimi 2 anni.


INTERVENTI AGEVOLABILI

Sono agevolabili i seguenti interventi:

1) Implementazione ed applicazione dei risultati (tecnologie, prototipi, brevetti, ecc.) della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale nel processo produttivo;

2) Implementazione di tecnologie open source basate sull’uso di Internet e di altre tecnologie web, per semplificare e migliorare i processi produttivi e la gestione aziendale;

3) Adozione e/o potenziamento dei servizi di e-commerce;

4) Utilizzo di tecnologie per il perfezionamento o la creazione di prodotti e/o processi produttivi nella fase di simulazione e ingegnerizzazione (manifattura digitale);

5) Adozione di soluzioni che favoriscono un sistema di manifattura digitale;

6) Sviluppo di soluzioni ICT;

7) Sviluppo di sistemi di sicurezza informatica;

8 ) Condivisione e sviluppo di tecnologie open source e di sistemi ICT al fine di potenziare la cooperazione e la collaborazione tra imprese in particolare negli ambiti della co-progettazione, dell’attività di co-markership, della razionalizzazione logistica;

9 ) Soluzioni tecnologiche innovative per l’operatività di sistemi di informazione integrati;

10) Soluzioni ed applicazioni digitali che secondo il paradigma dell’Internet of Things consentano uno scambio di informazioni tra macchine e oggetti.

I piani di investimento proposti, invece, dovranno rispettare i seguenti requisiti:

a) Essere di importo uguale o superiore a:

- 50.000 euro per le domande di contributo presentate dalle MPMI, dai consorzi, dalle societa` consortili e dalle reti-soggetto;

- 150.000 euro per le domande di contributo presentate dalle reti-contratto. La spesa ammissibile imputabile ad ogni singola impresa dovrà essere di almeno il 15% della spesa ammissibile del piano di investimento;

b) Essere avviati successivamente al 9 luglio 2018;

c) Essere conclusi (quietanza dell’ultima fattura) entro e non oltre 18 mesi dalla data di trasmissione del Decreto di concessione del contributo.


SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili all'agevolazione le spese sostenute per:

• Acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e attivi in genere necessari all’applicazione nel processo produttivo dei risultati (es. tecnologie, prototipi, brevetti, ecc.) della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale;

• Acquisto di tecnologie open source e basate sull’uso di Internet e di altre tecnologie web;

• Acquisto e l’installazione di hardware, apparati di networking, inclusa la fornitura della tecnologia wi-fi, attrezzature, strumentazioni e dispositivi tecnologici e interattivi di comunicazione e per la fabbricazione digitale, nonche´ l’acquisto e l’installazione di sistemi di sicurezza della connessione di rete;

• Acquisto di software, brevetti e prototipi solo se dalle loro applicazioni si conseguono risultati innovativi nel processo produttivo e sono legati al progetto da agevolare, nonché licenze o altre forme di proprieta` intellettuale anche a canone periodico o a consumo;

• Acquisizione di servizi di cloud computing, di registrazione di domini e di caselle di posta elettronica;

• Acquisto di sistemi informatici e telematici di gestione aziendali e per applicazioni mobili;

• Acquisto di impianti, macchinari, attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica inerenti al progetto presentato.

In ogni caso sarà necessario presentare tre preventivi di spesa sottoscritti dal legale rappresentante del fornitore, recanti in allegato eventuali listini del produttore.


BENEFICIO

L’agevolazione consiste in un contributo regionale pari al 70% delle spese ammesse, con un massimo di:

- € 150.000 per piani di investimento presentati da MPMI, dai consorzi, dalle societa` consortili e dalle reti-soggetto;

- € 150.000 euro per singola MPMI aderente ed € 750.000 euro per l’intero piano di investimento, nel caso di piani presentati dalle reti-contratto.


PROCEDURA

La trasmissione delle istanze compilate sara` possibile dalle ore 10.00 del 9 ottobre 2018 fino alle ore 13.00 del 30 ottobre 2018 (salvo proroghe).


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FINANZIAMENTI AGEVOLATI PIEMONTE PER ATTRARRE INVESTIMENTI

Pubblicato il 03 settembre 2018 alle 14.55 Comments commenti (0)

BENEFICIARI

Potranno richiedere l’agevolazione le micro, piccole e medie imprese:

1) Non ancora attive in Piemonte che intendono realizzare un nuovo investimento nella suddetta regione. Per imprese “non ancora attive” si intendono le imprese non presenti in Piemonte che, al momento della presentazione della domanda, hanno registrato presso una Camera di Commercio del Piemonte una sede da meno di 6 mesi;

2) Presenti in Piemonte che hanno delocalizzato la produzione all’estero e che intendano reinsediarsi mediante un nuovo investimento in Piemonte;

3) Gia` presenti in Piemonte che intendono realizzare un nuovo investimento iniziale per diversificare funzionalmente la produzione esistente.


REQUISITI

Le imprese di cui sopra dovranno rispettare i seguenti requisiti:

1) Essere iscritte nel Registro delle imprese della Camera di Commercio;

2) Per la sede destinataria dell’intervento, possedere un codice ATECO primario compreso tra:

- sezione B “Estrazione di minerali da cave e miniere”, limitatamente ai codici 6.10, 6.20, 7.21, 8.11, 8.12, 8.91, 8.93, 8.99, 9.10,9.90;

- sezione C “Attivita` manifatturiere”. Sono ammessi tutti i codici, con esclusione dei seguenti codici 10.1, 10.2, 10.31, 10.32, 10.39, 10.4, 10.51, 10.6, 10.81, 10.84, 10.7, 10.9, 11.02, 11.03, 11.06. Per il codice 10.83.02 e` esclusa la lavorazione del té. Per i codici 10.85.0 e 10.89.0 è esclusa la fabbricazione di aceto, lievito, uova in polvere o ricostituite;

- sezione D “Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata”, esclusi i codici 35.14, 35.23;

- sezione E “Fornitura di acqua; reti fognarie; attivita` di gestione dei rifiuti e risanamento”;

- sezione F “Costruzioni”;

- sezione G “Riparazione di autoveicoli e motocicli”, limitamento ai codici 45.20.1, 45.20.2, 45.20.3, 45.20.4;

- sezione H “Trasporto e magazzinaggio”, limitatamente ai codici 52.21.4 e 52.29.2;

- sezione J “Servizi di informazione e comunicazione”, limitatamente ai codici 58.1, 58.2, 59.11, 59.12, 59.2, 60, 61, 62, 63.11;

- sezione M “Attivita` professionali, scientifiche e tecniche”, limitatamente ai codici 71.2, 72, 74.1, 74.20.2;

- sezione Q “Sanita` e assistenza sociale”, limitatamente ai codici 86.22, 86.23, 86.90.1;

- sezione S “Altre attivita` di servizi”, limitatamente al codice 96.01.

Invece i progetti dovranno avere i seguenti requisiti:

a) Generare nuova occupazione – cioè la differenza tra le unità lavorative annue (ULA) rilevate (es. Modello DM10) dall’ultimo esercizio chiuso prima della presentazione della domanda e le unità (ULA) rilevate entro il ventiquattresimo mese dalla data di concessione del finanziamento agevolato - entro 24 mesi dalla data di concessione, per un valore minimo di:

 +1 ULA, per le micro imprese;

 +2 ULA, per le piccole imprese;

 +3 ULA, per le medie imprese.

Il livello occupazionale raggiunto dovra` essere mantenuto per almeno 24 mesi dalla conclusione dell’investimento, pena la revoca dell’agevolazione;

b) I progetti dovranno essere avviati successivamente alla presentazione della domanda;

c) I progetti dovranno essere realizzati entro 24 mesi dalla data di concessione del finanziamento agevolato.


INTERVENTI FINANZIABILI

Sono ammissibili, in forma singola o combinata, i seguenti interventi:

• Investimenti per la realizzazione di nuovi impianti di produzione di beni o servizi, centri direzionali, centri di ricerca e sviluppo, di ammontare minimo di:

- 100.000 euro, per le micro imprese;

- 200.000 euro, per le piccole imprese;

- 400.000 euro, per le medie imprese;

• Progetti di ricerca e sviluppo preordinati o connessi all’insediamento di nuovi impianti di produzione di beni o servizi, centri direzionali, centri di ricerca e sviluppo, di ammontare minimo di:

- 50.000 euro, per le micro imprese;

- 100.000 euro, per le piccole imprese;

- 200.000 euro, per le medie imprese.


SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili al beneficio le spese sostenute per:

a) Investimenti in attivi materiali quali:

- Acquisto di immobili già esistenti;

- Opere murarie per la ristrutturazione di immobili;

- Impianti, macchinari e attrezzature. Gli impianti connessi al risparmio energetico dovranno prevedere che la produzione di energia da fonti rinnovabili sia destinata all’autoconsumo.

b) Investimenti in progetti di ricerca e sviluppo quali:

- spese per il personale impiegato nel progetto di ricerca, nella misura minima del 60% dei costi complessivi ammissibili;

- Apporti in natura assimilabili a prestazioni volontarie rese da titolari, soci e amministratori a valere unicamente sul cofinanziamento privato;

- Spese generali direttamente imputabili al progetto di ricerca, nella misura massima del 10% dei costi complessivi ammissibili;

- Acquisto di strumentazioni e attrezzature nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca;

- Acquisto di materiali, forniture e prodotti analoghi per l’attività di ricerca, nel limite massimo del 10% dei costi complessivi ammissibili;

- Spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca, nel limite massimo del 10% dei costi complessivi ammissibili.


BENEFICIO

L’agevolazione consiste in un prestito agevolato di importo fino al 100% delle spese ammissibili, con le seguenti caratteristiche:

• Per gli investimenti in attivi materiali:

- Il 70% del prestito con fondi regionali (con un limite massimo di 2.000.000 euro), a tasso zero e 30% con fondi bancari erogati da istituti bancari convenzionati con Finpiemonte S.p.A.;

- Durata di 84 mesi di cui eventualmente preammortamento di 12 mesi;

- Rimborso con rate trimestrali posticipate;

• Per i progetti di ricerca e sviluppo:

- Il 70% del prestito con fondi regionali (con un limite massimo di 500.000 euro), a tasso zero e 30% con fondi bancari erogati da istituti bancari convenzionati con Finpiemonte S.p.A.;

- Durata di 36 mesi senza preammortamento;

- Rimborso con rate trimestrali posticipate.


Per informazioni dettagliate e analisi delle pratiche, si prega di contattare i nostri esperti.



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UN PREMIO AL LAVORO MANUALE E INDUSTRIALE: DIGITALE? NO GRAZIE

Pubblicato il 03 settembre 2018 alle 08.05 Comments commenti (0)

E’ stato lanciato il contest Premio Alamo, con l’obiettivo di selezionare tre migliori progetti imprenditoriali con un concorso. Premio Alamo è un contest che vuole premiare e supportare progetti imprenditoriali originali ed efficaci, sviluppati da giovani in età compresa tra i 18 e i 35 anni. Il premio offre ai tre soggetti vincitori un premio in denaro e la possibilità di usufruire dei servizi di Fondazione Alamo, per un tutoraggio sulla validità del progetto, sulla sua sostenibilità e possibilità di successo.

Per i tre migliori progetti selezionati saranno messi a disposizione premi in denaro: uno da 10 mila, uno da 6 mila e uno da 3 mila euro. Il premio in denaro dovrà essere utilizzato interamente per lo sviluppo dell’idea/attività imprenditoriale presentata al concorso. L’importo è al lordo dei termini di legge. Contestualmente il vincitore potrà usufruire gratuitamente anche dei servizi offerti da Fondazione Alamo. In particolare a titolo di esempio: affiancamento di un mentore per lo sviluppo dell’idea imprenditoriale; accompagnamento alla costruzione del business plan definitivo; supporto nella ricerca di ulteriori finanziamenti pubblici o privati e di partner di progetto.

Possono partecipare al Premio Alamo persone fisiche singole o team, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, di cittadinanza italiana. Possono inoltre partecipare società costituite da meno di 6 mesi dalla domanda di partecipazione e i cui soci siano esclusivamente persone fisiche. Coloro che, persone fisiche o team, avessero già partecipato all’edizione precedente di Premio Alamo possono partecipare solo candidando un nuovo progetto. Non possono essere candidati Progetti che siano già pervenuti alla Fondazione durante precedenti edizioni del Premio Alamo o che siano già stati in precedenza inoltrati alla Fondazione.

Non possono partecipare le idee progettuali che consistono nella realizzazione o sviluppo di strumenti della cosiddetta area digitale (software, app, piattaforme web, ecc.) o che prevedono l’utilizzo di questi strumenti con carattere prevalente. Le idee devono preferibilmente valorizzare il lavoro manuale, la produzione manifatturiera e fornitura di servizi.

Per partecipare occorre inviare una relazione in pdf all’ indirizzo [email protected] entro e non oltre il 31 ottobre 2018.


FONTE: LA STAMPA



FINANZIAMENTI FONDO ROTATIVO SELFIEMPLOYMENT

Pubblicato il 25 giugno 2018 alle 10.50 Comments commenti (0)

Il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali ha istituito il “Fondo Rotativo Nazionale SELFIEmployment”, per l’incentivazione dell’autoimpiego destinato alle categorie di soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro.

L’agevolazione in esame prevede finanziamenti senza interessi e non assistiti da nessuna forma di garanzia reale e/o di firma, in favore di iniziative di autoimpiego ed autoimprenditorialità volte a sostenere l’avvio di nuove piccole iniziative imprenditoriali, con programmi di spesa inclusi tra 5.000 e 50.000 euro riservati a soggetti:

i) Disoccupati ai sensi dell’art. 19 del DLgs.150/2015;

ii) Hanno già compiuto 18 anni;

iii) Residenti sul territorio nazionale;

iv) Non sono inseriti in percorsi di studio o formazione.

Tali finanziamenti – con durata di 7 anni e rimborsabili con rate mensili posticipate – si dividono nelle seguenti tipologie:

1) Microcredito, per iniziative con programmi di spesa inclusi tra i 5.000 ed i 25.000 euro;

2) Microcredito esteso, per iniziative con programmi di spesa inclusi tra i 25.001 ed i 35.000 euro;

3) Piccoli prestiti, per iniziative con programmi di spesa inclusi tra i 35.001 ed i 50.000 euro.

Tali importi si considerano al netto dell’IVA e pari al 100% del programma di spesa.

Sono ammissibili le iniziative riferibili a tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising.


REQUISITI

I requisiti variano in base alla diversa forma dell’azienda richiedente l’agevolazione.

Nel caso di impresa individuale è necessario che il proponente:

1) non sia stato rinviato a giudizio e non abbia riportato condanne anche non passate in giudicato per i reati presupposto di cui al DLgs. 231/2001;

2) dichiari di non aver fruito di altre agevolazioni pubbliche della stessa natura o per le stesse finalità, fatta eccezione per le agevolazioni di carattere fiscale;

3) non sia sottoposto a procedure esecutive o concorsuali;

4) non abbia avuto protesti per assegni bancari/postali e/o effetti cambiari negli ultimi 3 anni, salvo che, abbia proceduto:

- al pagamento del titolo protestato oltre i 12 mesi dalla levata del protesto ed abbia presentato domanda di riabilitazione al Tribunale;

- al pagamento del titolo protestato entro i 12 mesi dalla levata del protesto - o per accertata illegittimità o erroneità della levata - qualora sia stata avviata la procedura di cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti istituito presso il Registro delle Imprese.

Per le iniziative in forma societaria/associativa è necessaria:

1) l’iscrizione al Registro Imprese della CCIAA competente per territorio e, con riferimento alle sole società già costituite, il non aver svolto attività;

2) l’iscrizione negli appositi registri o albi istituiti presso i competenti organi di vigilanza;

3) l’ubicazione della sede operativa nel territorio nazionale;

4) la dichiarazione di non fruire contestualmente di altre agevolazioni pubbliche della stessa natura per le stesse finalità fatta eccezione per le agevolazioni di carattere fiscale;

5) la non sottoposizione a procedure esecutive;

6) per le società di persone il rappresentante legale deve detenere la maggioranza assoluta delle quote societarie (51%) e possedere i requisiti di NEET. Analogamente, anche per le società cooperative i soci rappresentanti la maggioranza assoluta numerica e di quote di partecipazione della cooperativa, nonché il Presidente della stessa, devono possedere i requisiti soggettivi di NEET, così come per tutti i componenti delle associazioni professionali e le società tra professionisti.


INTERVENTI FINANZIABILI

Le spese finanziabili sono le seguenti:

- attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti;

- beni immateriali ad utilità pluriennale, ad eccezione di brevetti licenze e marchi, ivi comprese fee di ingresso per le iniziative in franchising;

- ristrutturazione di immobili entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti ammessi;

- Le spese per l’avvio dell’attività, strettamente funzionali all’esercizio dell’iniziativa ammessa, concernenti le seguenti voci: materie prime, materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo; utenze e canoni di locazione per immobili; prestazioni di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata; salari e stipendi.


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