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Rassegna stampa

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CIGO COVID-19 PIU' AMPIA ALL'ESAME DELLA CAMERA

Pubblicato il 10 aprile 2020 alle 16.00

Il Ddl. di conversione del DL 18/2020 (“Cura Italia” ), dopo l’approvazione in Senato in data 9.4.2020, sarà ora esaminato in seconda lettura alla Camera. Il testo prevede diversi interventi in materia di lavoro, tra i quali assumono una particolare rilevanza quelli relativi alla disciplina degli ammortizzatori sociali.

Tra gli interventi più interessanti, si segnala una modifica dell’art. 19 co. 8 del DL 18/2020, con cui si includono tra i destinatari del trattamento di CIGO “speciale” anche i lavoratori assunti nel periodo compreso tra il 24.2.2020 e il 17.3.2020 e non solo quelli già in forza al 23.2.2020.

Va evidenziato che si tratta di un provvedimento di ampliamento del novero dei lavoratori beneficiari già previsto dall’art. 41 del DL 23/2020 (decreto “liquidità” )e che riguarda in modo analogo anche coloro che sono interessati dalla CIG in deroga ex art. 22 del DL 18/2020.

Inoltre, con riferimento alla CIG in deroga, il testo all’esame della Camera stabilisce altresì l’esenzione dall’imposta di bollo per le domande di richiesta del trattamento in questione. Si tratta, anche in questo caso, di un provvedimento anticipato dall’art. 41 del DL 23/2020.


FONTE: EUTEKNE



NIENTE SOSPENSIONE PER LE RITENUTE IN BUSTA

Pubblicato il 23 marzo 2020 alle 13.15

L’art. 61 del DL 18/2020 ha previsto che la sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali disposta dall’art. 8 del DL 9/2020, in favore delle prime zone rosse, viene estesa alle imprese che più di tutte hanno subito gli effetti negativi delle misure restrittive adottate dal Governo per limitare la diffusione del virus COVID-19 (si pensi, ad esempio, ai bar, ristoranti, teatri, cinema).

 

Tuttavia, come anche chiarito dall’INPS con la circ. 37/2020, con cui sono state dettate le istruzioni operative circa la sospensione dei contributi per le prime zone rosse, i contributi trattenuti dal datore di lavoro, o committente, al lavoratore, anche se rientranti nel periodo di sospensione, devono essere versati. In caso contrario, il datore, o il committente, che non procede al versamento di quanto trattenuto rischia il reato di appropriazione indebita.

 

Questa situazione potrebbe verificarsi in molte aziende, in quanto la sospensione del versamento dei contributi è stata disposta quanto ormai le stesse, o i loro intermediari, hanno elaborato le buste paga, trattenendo la quota dei contributi a carico del lavoratore.

 

 

 


FONTE: SOLE24ORE



ISPETTORATO DEL LAVORO CONFERMA LA SOSPENSIONE DI TUTTI I TERMINI

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 14.30

Con la nota 11.3.2020 n. 2179, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito un quadro riepilogativo delle riprese degli adempimenti previdenziali e delle attività processuali alla luce delle misure sospensive previste dal DL 9/2020 e dal DL 11/2020 con la finalità di contrastare la diffusione del Coronavirus.

 

In sintesi, con riferimento ai Comuni della c.d. “zona rossa” indicati dal DL 9/2020 (una serie di Comuni della Lombardia e il Comune veneto di Vo’), i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria in scadenza nel periodo dal 23.2.2020 al 30.4.2020 sono sospesi e riprenderanno dall’1.5.2020, anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, senza applicazione di sanzioni e interessi.

 

Nello stesso ambito territoriale sono sospesi anche i termini relativi ai versamenti derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi previsti dagli artt. 29 e 30 del DL 78/2010 di competenza dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.

 

Diversamente, per l’intero territorio nazionale l’art. 8 del DL 9/2020 ha previsto allo stesso modo la sospensione fino al 30.4.2020 dei termini relativi agli adempimenti previdenziali e dei premi INAIL, ma unicamente per le imprese turistico-ricettive, i tour operator e le agenzie di viaggio.

 

 

 


FONTE: SOLE24ORE - EUTEKNE



CONGEDO PER TUTTI I GENITORI LAVORATORI

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 10.00

Congedo per tutti i genitori lavoratori (dipendenti, autonomi e parasubordinati) con figli d'età fino a 16 anni durante la sospensione delle attività scolastiche. Se la prole non supera 12 anni il congedo è di 15 giorni, per entrambi i genitori, da fruire alternativamente, e retribuito al 50% della paga ordinaria. Se i figli hanno un'età tra 12 e 16 anni, invece, il congedo è illimitato (entro il periodo di sospensione delle attività scolastiche), ma senza retribuzione. A prevederlo è la bozza di dl «Cura Italia» approvato ieri dal governo.

 

Figli fino a 12 anni d'età. Dal 5 marzo, i genitori (anche affidatari) lavoratori dipendenti hanno diritto a un congedo di 15 giorni, da fruire in via continuativa o frazionata, con riconoscimento di un'indennità pari al 50% della normale retribuzione e con piena copertura di contributi figurativi. Stesso congedo spetta ai genitori iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps con riconoscimento di un'indennità giornaliera del 50% di 1/365 del reddito utilizzato nel calcolo dell'indennità di maternità; e agli autonomi iscritti all'Inps con riconoscimento di un'indennità giornaliera pari al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge.

 

La fruizione del congedo spetta alternativamente a entrambi i genitori a condizione che in famiglia non vi sia altro genitore beneficiario di altri sostegni al reddito per sospensione o cessazione attività lavorativa (cassa integrazione, ad esempio) o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

 

Figli disabili gravi. Per i figli disabili gravi, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni assistenziali, il congedo di 15 giorni spetta a prescindere dall'età del figlio.

 

Voucher baby-sitting. In alternativa al nuovo congedo retribuito i lavoratori beneficiari possono optare per un bonus baby-sitting fino a 600 euro, da utilizzare nel periodo di sospensione dei servivi educativi e delle attività scolastiche, con il Libretto Famiglia. Nel caso di dipendenti del settore sanitario, pubblico o privato, e della Polizia di Stato l'importo del bonus sale a 1.000 euro.

 

Figli dai 12 ai 16 anni d'età. I genitori lavoratori dipendenti con figli minori d'età tra 12 e 16 anni hanno diritto di assentarsi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi e delle attività didattiche senza riconoscimento di indennità né di contributi figurativi, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

 

Permessi disabili. I lavoratori beneficiari, per sé o per l'assistenza a familiari disabili gravi, dei permessi mensili (tre giornate) ex legge n. 104/1992, nei mesi di marzo e aprile possono fruire di ulteriori 12 giornate di permesso.

 

 

 


FONTE: ITALIAOGGI



CONTRIBUTI SOSPESI PER IL SISMA, DA VERSARE ENTRO IL 15 GENNAIO

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 13.40

L’INPS, con il messaggio 13.1.2020 n. 78, ha fornito le istruzioni per procedere, entro il 15.1.2020, al versamento dei contributi sospesi dal DL 189/2016, in seguito agli eventi sismici che hanno colpito le Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo tra il 2016 e il 2017.

Le istruzioni sono rivolte a:

- aziende con dipendenti;

- artigiani e commercianti;

- liberi professionisti e committenti;

- aziende agricole e lavoratori agricoli autonomi e concedenti a piccola colonia e compartecipazione familiare;

- datori di lavoro domestico;

- aziende con natura giuridica privata con dipendenti iscritti alla gestione pubblica.

Premesso che l’onere contributivo a carico del datore di lavoro è stato ridotto al 40%, a condizione che si rispetti la normativa comunitaria in materia di aiuti de minimis (art. 8 co. 2-bis del DL 123/2019), l’Istituto di previdenza chiarisce che:

- le istruzioni fornite riguardano il versamento della contribuzione sospesa nella misura del 100% per la quota a carico del datore di lavoro, mentre quelle per presentare istanza di riduzione saranno fornite prossimamente;

- il versamento dovrà avvenire, ad eccezione del lavoro domestico, compilando il modello F24.


FONTE: EUTEKNE



LA SEQUENZA TEMPORALE DEI FATTI PUO' RILEVARE L'INTENTO DATORIALE RITORSIVO

Pubblicato il 02 gennaio 2020 alle 13.05

Il licenziamento ritorsivo, quale ingiusta e arbitraria reazione del datore di lavoro a un comportamento legittimo del lavoratore, è nullo per motivo illecito determinante ex art. 1345 c.c.

È il lavoratore a dover provare, anche mediante presunzioni, il carattere ritorsivo del recesso, unitamente alla circostanza che il motivo illecito sia stato l’unico ad aver determinato il licenziamento. Il datore di lavoro deve, invece, dimostrare che il licenziamento è giustificato.

La manifesta ingiustificatezza può rappresentare una presunzione del carattere ritorsivo del recesso, ma il licenziamento non è ritorsivo solo perché ingiustificato. Il carattere ritorsivo deve comunque essere provato e il giudice può desumerlo anche dalla valutazione globale dei fatti di causa.

A tal proposito, vengono esaminati alcuni casi giurisprudenziali in cui, in difetto di un motivo lecito di licenziamento, la natura ritorsiva è stata desunta dalla valutazione complessiva delle circostanze emerse in giudizio, con particolare attenzione alla vicinanza temporale tra la condotta legittima del lavoratore sgradita al datore di lavoro (come il rifiuto di sottoscrivere un accordo o il rientro a lavoro dopo una lunga malattia) e il licenziamento intimato quale reazione a tale condotta.


FONTE: EUTEKNE



AUTONOMI, CONTRIBUTI PRESCRITTI IN 5 ANNI

Pubblicato il 10 dicembre 2019 alle 09.55

L'Agenzia entrate e riscossione ha cinque anni e non dieci per incassare i contributi non versati regolarmente dagli autonomi. Lo ha sancito la Cassazione che, con l'ordinanza 32077/2019, ha respinto il ricorso dell'Ader. La difesa aveva impugnato la decisione della Corte d'appello di Catanzaro che aveva ritenuto applicabile il termine breve di prescrizione senza considerare, aveva sostenuto il legale, l'effetto novativo della notifica delle cartelle di pagamento che comporterebbe l'applicabilità del termine lungo decennale. La tesi non ha fatto breccia presso il Collegio di legittimità che ha respinto il gravame. Per i giudici, infatti, «in tema di riscossione di crediti previdenziali, il subentro dell'Agenzia delle entrate quale nuovo concessionario non determina il mutamento della natura del credito, che resta assoggettato per legge a una disciplina speci?ca anche quanto al regime prescrizionale, caratterizzato dal principio di ordine pubblico dell'irrinunciabilità della prescrizione; pertanto, in assenza di un titolo giudiziale de?nitivo che accerti con valore di giudicato l'esistenza del credito, continua a trovare applicazione, anche nei confronti del titolare del potere di riscossione, la speciale disciplina della prescrizione prevista dall'art. 3, legge 335/95 invece che la regola generale sussidiaria di cui all'art. 2946 cc, e ciò in conformità alla natura di atto interno all'amministrazione attribuita al ruolo. Per la Cassazione poi non assume alcun rilievo il richiamo all'art. 20, dlgs 112/99 che prevede un termine di prescrizione strettamente inerente al procedimento amministrativo per il rimborso delle quote inesigibili, che in alcun modo può interferire con lo speci?co termine di prescrizione previsto dalla legge per azionare il credito nei confronti del debitore. Ciò anche perché, in linea generale, la scadenza del termine, pacificamente perentorio, per proporre opposizione a cartella di pagamento, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario.

 

 

 


FONTE: ITALIAOGGI



 

 

PREMI INAIL, CHIESTA UNA PROROGA PER I PAGAMENTI

Pubblicato il 06 maggio 2019 alle 14.00 Comments commenti (950)

Con il comunicato stampa 3.5.2019, i Presidenti di ADC e ANC hanno evidenziato come, in vista della scadenza del 16.5.2019 prevista dalla L. 145/2018 per l’autoliquidazione INAIL 2019, l’INAIL non abbia ancora provveduto a mettere a disposizione dei datori di lavoro tutte le basi di calcolo necessarie a stabilire l’ammontare dei premi assicurativi.


FONTE: SOLE24ORE - EUTEKNE



QUOTA 100 A RISCHIO RESTITUZIONE SE SI LAVORA PRIMA DELL'ETA' DI VECCHIAIA

Pubblicato il 23 aprile 2019 alle 13.20 Comments commenti (349)

Secondo quanto stabilito dell’art. 14 co. 3 del DL 4/2019, il trattamento derivante dalla pensione “quota 100” non può essere cumulato con alcun reddito di lavoro (sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria), ad eccezione dei redditi di lavoro autonomo occasionale (art. 2222 c.c.), nel limite di 5.000,00 euro annui.

Pertanto, qualora il pensionato svolga un’attività di lavoro dipendente, parasubordinato o autonomo (anche occasionale, ma al di sopra della predetta soglia limite), la prestazione “quota 100” viene sospesa sino alla cessazione dell’attività lavorativa o sino al compimento dell’età pensionabile.

Ciò premesso, l’autore evidenzia come la norma non indichi esplicitamente redditi alternativi, come quelli di partecipazione, percepiti da un socio lavoratore di Srl.

In realtà, la circ. INPS 29.1.2019 n. 11 ha fornito una lettura più estensiva, vietando il cumulo con qualsiasi reddito collegato ad attività lavorativa e generando ulteriori dubbi su quali redditi siano realmente compatibili con la quota 100.


FONTE: EUTEKNE



INPS, STOP AL BONUS BABY SITTER: DA CONSUMARE ENTRO FINE ANNO

Pubblicato il 04 aprile 2019 alle 08.35 Comments commenti (703)

Chi ha chiesto e ottenuto il bonus baby sitter o asilo nido lo deve consumare entro la fine dell'anno. Diversamente, il bonus sarà revocato e alla mamma verrà riattribuito il congedo parentale che aveva 'barattato' per la prestazione in denaro.

Lo precisa un messaggio dell'Inps pubblicato oggi.

Il bonus asilo nido e baby sitter solo fino al 2019

Come noto, l'ultima Manovra non ha prorogato la norma che consentiva alle mamme di cedere parte della propria maternità (quella 'facoltativa' pagata al 30%) in cambio di un bonus dal valore fino a 600 euro mensili, per un massimo di sei mesi (quelli previsti per il congedo parentale facoltativo), da usare per pagare la baby sitter o l'asilo nido.

La norma era stata introdotta per il 2013-2015 e poi estesa per un successivo biennio come incentivo al reinserimento lavorativo. Ma soprattutto per dare un supporto in quelle situazioni di difficoltà, nelle quali il ritorno al lavoro in tempi brevi è una scelta obbligata più che un'opzione a tutela della carriera. Ma dall'inizio di quest'anno il beneficio è stato soppresso e di conseguenza è stato decretato lo stop alle domande.

"Usate il bonus asilo nido e baby sitter fino al 2019"

Ora, l'Istituto chiarisce cosa devono fare le madri che hanno presentato domanda entro il 31 dicembre 2018: in poche parole, 'consumare' il loro bonus entro la fine del 2019. "Le madri beneficiarie potranno usufruire delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting entro il 31 dicembre 2019, con possibilità di dichiarare le stesse in procedura entro il 29 febbraio 2020 nell’apposita sezione del Libretto Famiglia", dice l'Inps. Anche le domande che sono ancora in fase istruttoria dovranno rispettare la stessa scadenza; "in ogni caso - dice ancora il messaggio - non è possibile lo svolgimento delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting oltre la data del 31 dicembre 2019".

Inps, cosa succede se avanza il bonus asilo nido / baby sitter

E se qualcuna si ritrovasse con mesi interi 'avanzati' a fine anno? "Saranno considerati oggetto di rinuncia con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi interi di congedo parentale", chiarisce l'Istituto. Che riporta anche un esempio: "Nel caso di lavoratrice che abbia ottenuto un contributo baby-sitting di tre mesi (importo 1.800 euro) e abbia utilizzato il contributo, al 31 dicembre 2019, per un importo pari a 610 euro, si considera oggetto di rinuncia un solo mese, mentre gli altri due si considerano entrambi fruiti in ragione del superamento dell’importo di 600 euro, che determina l’impossibilità di frazionare il secondo mese di fruizione".

Per quanto riguarda il contributo per gli asili nido, il termine sarà ancora più stretto: "Potrà essere fruito fino alla data del 31 luglio 2019, termine oltre il quale non saranno prese in considerazioni le richieste di pagamento inviate dagli asili nido per periodi di fruizione dei servizi per l’infanzia successivi a tale termine". Anche in questo caso, "gli eventuali mesi interi di beneficio non fruiti entro il termine suddetto saranno considerati oggetto di rinuncia, con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi di congedo parentale".


FONTE: LA REPUBBLICA