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Rassegna stampa

Rassegna stampa

I CONTRATTI COLLETTIVI NON POSSONO VIETARE IL LAVORO INTERINALE

Pubblicato il 12 febbraio 2021 alle 13.00

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la circ. 8.2.2021 n. 1, ha affrontato due aspetti relativi al lavoro intermittente, evidenziando che:

- in conformità a Cass. 13.11.2019 n. 29423, le parti sociali non hanno il potere di interdire il lavoro intermittente, con la conseguenza che, nell’ambito dell’attività di vigilanza, non si terrà conto di eventuali clausole sociali che si limitino a vietare il ricorso al lavoro intermittente;

- nel settore dell’autotrasporto, non vi sono previsioni contrattuali che disciplinino il lavoro intermittente.

Dunque, facendo riferimento al punto 8 della tabella allegata al RD 2657/23, si rileva che la discontinuità è riferibile alle attività del solo personale addetto al carico e scarico. Pertanto, nel settore dell’autotrasporto, non ricorrono le condizioni oggettive richieste dall’art. 13 del DLgs. 81/2015, ma se ricorrono le condizioni soggettive (meno di 24 anni di età o più di 55 anni) il ricorso a tale tipologia contrattuale è possibile.


FONTE: ITALIAOGGI - SOLE24ORE - EUTEKNE



PIU' TEMPO PER RICHIEDERE LE CIG NELLE EX ZONE ROSSE

Pubblicato il 26 gennaio 2021 alle 13.20

Con il messaggio 25.1.2021 n. 304, l’INPS è intervenuto con riferimento all’accesso ai trattamenti di integrazione salariale per i lavoratori delle ex-zone rosse di cui all’art. 19 del DL 104/2020 (c.d. decreto “Agosto”), indicando le modalità di presentazione delle domande e le relative istruzioni operative.

 

In particolare, la norma prevede che i datori di lavoro operanti esclusivamente nelle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, che abbiano sospeso l’attività lavorativa, anche limitatamente alla prestazione dei lavoratori sopra indicati, a causa dell’impossibilità di raggiungere il luogo di lavoro da parte dei medesimi dipendenti, possano presentare domanda di accesso ai trattamenti di CIGO, CIG in deroga e assegno ordinario per un massimo di 4 settimane, nonché di CISOA per un massimo di 20 giornate, con specifica causale “COVID- 19 - Obbligo permanenza domiciliare”, per periodi decorrenti dal 23.2.2020 al 30.4.2020 e in relazione alla durata delle misure previste dai provvedimenti emanati dalle pubbliche autorità.

 

Tra le varie indicazioni, l’INPS rende noto che in ragione dei tempi tecnici che si sono resi necessari per la realizzazione delle procedure di gestione, gli effetti del regime decadenziale relativo alle istanze di concessione dei trattamenti in questione si considerano operanti decorsi 30 giorni dalla data di pubblicazione del messaggio in commento.

 

 

 


FONTE: EUTEKNE



DEFINITE LE MODALITA' OPERATIVE DI VERSAMENTO DEL RESTANTE 50 PER CENTO DEI CONTRIBUTI INPS SOSPESI

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 14.40

Con il messaggio 13.1.2021 n. 102, l’INPS ha dettato le istruzioni operative per il versamento del restante 50% dei contributi sospesi a causa dell’emergenza sanitaria, ai sensi dell’art. 97 del DL 104/2020 (DL “Agosto”). Ricordando che il pagamento della prima rata è ritenuto valido anche se effettuato entro il 31.1.2021, l’Istituto precisa che: - l’importo minimo di ciascuna delle 24 rate non può essere inferiore a 50 euro; - in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, il beneficio di cui all’art. 97 decade, e sull’importo residuo saranno dovuti, con decorrenza 16.9.2020, gli interessi legali. In particolare, le aziende con dipendenti compilano la “Sezione INPS” utilizzando il codice contributo “DSOS” ed esponendo la matricola dell’azienda seguita dallo stesso codice utilizzato per la rilevazione del credito (N966 - N967 - N968 - N969 - N970 - N971- N972 - N973). L’INPS, con il messaggio 13.1.2021 n. 103, ricorda che l’art. 10 co. 6 del DL 183/2020 (Milleproroghe) ha sospeso il versamento della rata in scadenza il 16.1.2021 per i lavoratori agricoli autonomi beneficiari dell’esonero di cui agli artt. 16 e 16-bis del DL 137/2020.


FONTE: EUTEKNE



CIGO COVID-19 PIU' AMPIA ALL'ESAME DELLA CAMERA

Pubblicato il 10 aprile 2020 alle 16.00

Il Ddl. di conversione del DL 18/2020 (“Cura Italia” ), dopo l’approvazione in Senato in data 9.4.2020, sarà ora esaminato in seconda lettura alla Camera. Il testo prevede diversi interventi in materia di lavoro, tra i quali assumono una particolare rilevanza quelli relativi alla disciplina degli ammortizzatori sociali.

Tra gli interventi più interessanti, si segnala una modifica dell’art. 19 co. 8 del DL 18/2020, con cui si includono tra i destinatari del trattamento di CIGO “speciale” anche i lavoratori assunti nel periodo compreso tra il 24.2.2020 e il 17.3.2020 e non solo quelli già in forza al 23.2.2020.

Va evidenziato che si tratta di un provvedimento di ampliamento del novero dei lavoratori beneficiari già previsto dall’art. 41 del DL 23/2020 (decreto “liquidità” )e che riguarda in modo analogo anche coloro che sono interessati dalla CIG in deroga ex art. 22 del DL 18/2020.

Inoltre, con riferimento alla CIG in deroga, il testo all’esame della Camera stabilisce altresì l’esenzione dall’imposta di bollo per le domande di richiesta del trattamento in questione. Si tratta, anche in questo caso, di un provvedimento anticipato dall’art. 41 del DL 23/2020.


FONTE: EUTEKNE



NIENTE SOSPENSIONE PER LE RITENUTE IN BUSTA

Pubblicato il 23 marzo 2020 alle 13.15

L’art. 61 del DL 18/2020 ha previsto che la sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali disposta dall’art. 8 del DL 9/2020, in favore delle prime zone rosse, viene estesa alle imprese che più di tutte hanno subito gli effetti negativi delle misure restrittive adottate dal Governo per limitare la diffusione del virus COVID-19 (si pensi, ad esempio, ai bar, ristoranti, teatri, cinema).

 

Tuttavia, come anche chiarito dall’INPS con la circ. 37/2020, con cui sono state dettate le istruzioni operative circa la sospensione dei contributi per le prime zone rosse, i contributi trattenuti dal datore di lavoro, o committente, al lavoratore, anche se rientranti nel periodo di sospensione, devono essere versati. In caso contrario, il datore, o il committente, che non procede al versamento di quanto trattenuto rischia il reato di appropriazione indebita.

 

Questa situazione potrebbe verificarsi in molte aziende, in quanto la sospensione del versamento dei contributi è stata disposta quanto ormai le stesse, o i loro intermediari, hanno elaborato le buste paga, trattenendo la quota dei contributi a carico del lavoratore.

 

 

 


FONTE: SOLE24ORE



ISPETTORATO DEL LAVORO CONFERMA LA SOSPENSIONE DI TUTTI I TERMINI

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 14.30

Con la nota 11.3.2020 n. 2179, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito un quadro riepilogativo delle riprese degli adempimenti previdenziali e delle attività processuali alla luce delle misure sospensive previste dal DL 9/2020 e dal DL 11/2020 con la finalità di contrastare la diffusione del Coronavirus.

 

In sintesi, con riferimento ai Comuni della c.d. “zona rossa” indicati dal DL 9/2020 (una serie di Comuni della Lombardia e il Comune veneto di Vo’), i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria in scadenza nel periodo dal 23.2.2020 al 30.4.2020 sono sospesi e riprenderanno dall’1.5.2020, anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, senza applicazione di sanzioni e interessi.

 

Nello stesso ambito territoriale sono sospesi anche i termini relativi ai versamenti derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi previsti dagli artt. 29 e 30 del DL 78/2010 di competenza dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.

 

Diversamente, per l’intero territorio nazionale l’art. 8 del DL 9/2020 ha previsto allo stesso modo la sospensione fino al 30.4.2020 dei termini relativi agli adempimenti previdenziali e dei premi INAIL, ma unicamente per le imprese turistico-ricettive, i tour operator e le agenzie di viaggio.

 

 

 


FONTE: SOLE24ORE - EUTEKNE



CONGEDO PER TUTTI I GENITORI LAVORATORI

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 10.00

Congedo per tutti i genitori lavoratori (dipendenti, autonomi e parasubordinati) con figli d'età fino a 16 anni durante la sospensione delle attività scolastiche. Se la prole non supera 12 anni il congedo è di 15 giorni, per entrambi i genitori, da fruire alternativamente, e retribuito al 50% della paga ordinaria. Se i figli hanno un'età tra 12 e 16 anni, invece, il congedo è illimitato (entro il periodo di sospensione delle attività scolastiche), ma senza retribuzione. A prevederlo è la bozza di dl «Cura Italia» approvato ieri dal governo.

 

Figli fino a 12 anni d'età. Dal 5 marzo, i genitori (anche affidatari) lavoratori dipendenti hanno diritto a un congedo di 15 giorni, da fruire in via continuativa o frazionata, con riconoscimento di un'indennità pari al 50% della normale retribuzione e con piena copertura di contributi figurativi. Stesso congedo spetta ai genitori iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps con riconoscimento di un'indennità giornaliera del 50% di 1/365 del reddito utilizzato nel calcolo dell'indennità di maternità; e agli autonomi iscritti all'Inps con riconoscimento di un'indennità giornaliera pari al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge.

 

La fruizione del congedo spetta alternativamente a entrambi i genitori a condizione che in famiglia non vi sia altro genitore beneficiario di altri sostegni al reddito per sospensione o cessazione attività lavorativa (cassa integrazione, ad esempio) o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

 

Figli disabili gravi. Per i figli disabili gravi, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni assistenziali, il congedo di 15 giorni spetta a prescindere dall'età del figlio.

 

Voucher baby-sitting. In alternativa al nuovo congedo retribuito i lavoratori beneficiari possono optare per un bonus baby-sitting fino a 600 euro, da utilizzare nel periodo di sospensione dei servivi educativi e delle attività scolastiche, con il Libretto Famiglia. Nel caso di dipendenti del settore sanitario, pubblico o privato, e della Polizia di Stato l'importo del bonus sale a 1.000 euro.

 

Figli dai 12 ai 16 anni d'età. I genitori lavoratori dipendenti con figli minori d'età tra 12 e 16 anni hanno diritto di assentarsi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi e delle attività didattiche senza riconoscimento di indennità né di contributi figurativi, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

 

Permessi disabili. I lavoratori beneficiari, per sé o per l'assistenza a familiari disabili gravi, dei permessi mensili (tre giornate) ex legge n. 104/1992, nei mesi di marzo e aprile possono fruire di ulteriori 12 giornate di permesso.

 

 

 


FONTE: ITALIAOGGI



CONTRIBUTI SOSPESI PER IL SISMA, DA VERSARE ENTRO IL 15 GENNAIO

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 13.40

L’INPS, con il messaggio 13.1.2020 n. 78, ha fornito le istruzioni per procedere, entro il 15.1.2020, al versamento dei contributi sospesi dal DL 189/2016, in seguito agli eventi sismici che hanno colpito le Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo tra il 2016 e il 2017.

Le istruzioni sono rivolte a:

- aziende con dipendenti;

- artigiani e commercianti;

- liberi professionisti e committenti;

- aziende agricole e lavoratori agricoli autonomi e concedenti a piccola colonia e compartecipazione familiare;

- datori di lavoro domestico;

- aziende con natura giuridica privata con dipendenti iscritti alla gestione pubblica.

Premesso che l’onere contributivo a carico del datore di lavoro è stato ridotto al 40%, a condizione che si rispetti la normativa comunitaria in materia di aiuti de minimis (art. 8 co. 2-bis del DL 123/2019), l’Istituto di previdenza chiarisce che:

- le istruzioni fornite riguardano il versamento della contribuzione sospesa nella misura del 100% per la quota a carico del datore di lavoro, mentre quelle per presentare istanza di riduzione saranno fornite prossimamente;

- il versamento dovrà avvenire, ad eccezione del lavoro domestico, compilando il modello F24.


FONTE: EUTEKNE



LA SEQUENZA TEMPORALE DEI FATTI PUO' RILEVARE L'INTENTO DATORIALE RITORSIVO

Pubblicato il 02 gennaio 2020 alle 13.05

Il licenziamento ritorsivo, quale ingiusta e arbitraria reazione del datore di lavoro a un comportamento legittimo del lavoratore, è nullo per motivo illecito determinante ex art. 1345 c.c.

È il lavoratore a dover provare, anche mediante presunzioni, il carattere ritorsivo del recesso, unitamente alla circostanza che il motivo illecito sia stato l’unico ad aver determinato il licenziamento. Il datore di lavoro deve, invece, dimostrare che il licenziamento è giustificato.

La manifesta ingiustificatezza può rappresentare una presunzione del carattere ritorsivo del recesso, ma il licenziamento non è ritorsivo solo perché ingiustificato. Il carattere ritorsivo deve comunque essere provato e il giudice può desumerlo anche dalla valutazione globale dei fatti di causa.

A tal proposito, vengono esaminati alcuni casi giurisprudenziali in cui, in difetto di un motivo lecito di licenziamento, la natura ritorsiva è stata desunta dalla valutazione complessiva delle circostanze emerse in giudizio, con particolare attenzione alla vicinanza temporale tra la condotta legittima del lavoratore sgradita al datore di lavoro (come il rifiuto di sottoscrivere un accordo o il rientro a lavoro dopo una lunga malattia) e il licenziamento intimato quale reazione a tale condotta.


FONTE: EUTEKNE



AUTONOMI, CONTRIBUTI PRESCRITTI IN 5 ANNI

Pubblicato il 10 dicembre 2019 alle 09.55

L'Agenzia entrate e riscossione ha cinque anni e non dieci per incassare i contributi non versati regolarmente dagli autonomi. Lo ha sancito la Cassazione che, con l'ordinanza 32077/2019, ha respinto il ricorso dell'Ader. La difesa aveva impugnato la decisione della Corte d'appello di Catanzaro che aveva ritenuto applicabile il termine breve di prescrizione senza considerare, aveva sostenuto il legale, l'effetto novativo della notifica delle cartelle di pagamento che comporterebbe l'applicabilità del termine lungo decennale. La tesi non ha fatto breccia presso il Collegio di legittimità che ha respinto il gravame. Per i giudici, infatti, «in tema di riscossione di crediti previdenziali, il subentro dell'Agenzia delle entrate quale nuovo concessionario non determina il mutamento della natura del credito, che resta assoggettato per legge a una disciplina speci?ca anche quanto al regime prescrizionale, caratterizzato dal principio di ordine pubblico dell'irrinunciabilità della prescrizione; pertanto, in assenza di un titolo giudiziale de?nitivo che accerti con valore di giudicato l'esistenza del credito, continua a trovare applicazione, anche nei confronti del titolare del potere di riscossione, la speciale disciplina della prescrizione prevista dall'art. 3, legge 335/95 invece che la regola generale sussidiaria di cui all'art. 2946 cc, e ciò in conformità alla natura di atto interno all'amministrazione attribuita al ruolo. Per la Cassazione poi non assume alcun rilievo il richiamo all'art. 20, dlgs 112/99 che prevede un termine di prescrizione strettamente inerente al procedimento amministrativo per il rimborso delle quote inesigibili, che in alcun modo può interferire con lo speci?co termine di prescrizione previsto dalla legge per azionare il credito nei confronti del debitore. Ciò anche perché, in linea generale, la scadenza del termine, pacificamente perentorio, per proporre opposizione a cartella di pagamento, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario.

 

 

 


FONTE: ITALIAOGGI