Ciari & Associati S.t.p. - S.r.l.

Studio di commercialisti, consulenti del lavoro, consulenti finanziari e revisori legali

Rassegna stampa

Rassegna stampa

LA DEDUCIBILITA' DEL COMPENSO DEGLI AMMINISTRATORI

Pubblicato il 23 febbraio 2021 alle 14.35

I compensi degli amministratori sono fiscalmente deducibili per le imprese quando ricorrano le seguenti condizioni:

  • Il compenso deve essere stato deliberato dall’assemblea dei soci e risultare da apposito verbale;
  • Il compenso deve essere congruo con l’attività svolta nell’impresa, per cui l’amministrazione finanziaria ha il potere di disconoscere la deducibilità dei compensi amministratori quando questi sono “sproporzionati ed eccessivi”. L’onere della prova, in tal senso, spetta al contribuente;
  • I compensi sono deducibili in base al criterio per cassa dove è applicabile o meno il principio della cassa allargata in base alla diversa qualificazione di tale reddito.

Nello specifico i compensi amministratori possono essere identificati alternativamente come segue:

- Come regola generale, sono considerati redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente in quanto rientranti nelle cd. “collaborazioni coordinate e continuative”. Di conseguenza è applicabile il criterio della cassa allargata, con una deduzione del costo nell’anno qualora il pagamento sia avvenuto entro il 12 gennaio dell’anno successivo. Dal disposto del co. 5 art. 95 TUIR, risultano deducibili secondo il principio di cassa allargata i soli compensi erogati agli amministratori, non anche i contributi previdenziali a carico della società;

- In via eccezionale, qualora l’ufficio di amministratore rientra nei conpiti istituzionali della professione, questi sono identificati come reddito di lavoro autonomo e, pertanto, non è applicabile il criterio di cassa allargata bensì la deduzione del compenso è prevista solo se materialmente pagato entro la fine dell’esercizio (entro il 31/12/n).


CIARI & ASSOCIATI S.T.P. - S.R.L.



IL DEPOSITO IVA

Pubblicato il 11 febbraio 2021 alle 15.40

I depositi Iva rappresentano dei luoghi fisici, situati all’interno del territorio dello stato, in cui i beni nazionali, comunitari e importati da paesi extracomunitari vengono introdotti, stazionati e poi estratti, purché preventivamente immessi in libera pratica presso una dogana Italiana. Questi depositi hanno la finalità di agevolare gli scambi di beni in Ue in quanto la circolazione dei beni avviene senza applicazione dell’Iva almeno fino a quando non si ha l’estrazione dal deposito, momento in cui l’imposta è dovuta: così facendo si vuole evitare che le merci Ue abbiano un trattamento fiscale meno favorevole rispetto ai beni di provenienza extra-Ue.

La principale funzione dei depositi Iva è sostanzialmente quella di “congelare” l’applicazione dell’imposta per tutte le operazioni aventi ad oggetto i beni ivi introdotti, per tutto il periodo in cui gli stessi rimangono giacenti all’interno del deposito, ovvero in spazi limitrofi allo stesso: fino al momento dell’estrazione, infatti, l’imposta rimane “sospesa” a condizione che i beni, pur subendo trasferimenti e prestazioni di servizi, continuino a rimanere custoditi all’interno del deposito, ovvero negli spazi limitrofi allo stesso. L’applicazione dell’imposta sorgerà soltanto quando si estrarranno i beni dal deposito per essere commercializzati (o utilizzati) in Italia, oppure per essere inviati all’estero, con destinazione all’interno della UE o in un paese extra-Ue.

I depositi Iva possono essere distinti tra di loro sulla base delle abilitazioni:

  • Depositi per i quali è prevista un’apposita autorizzazione.

Sono abilitati a gestire i depositi iva gli esercenti magazzini generali, gli esercenti depositi franchi e gli operanti nei punti franchi. In aggiunta sono considerati depositi iva anche i depositi fiscali per i prodotti soggetti ad accisa e i depositi doganali.

Tutti questi soggetti, prima di esercitare l’attività di deposito iva, devono presentare agli uffici delle Dogane territorialmente competenti e alla Direzione regionale competente in base al luogo di dislocazione del deposito una comunicazione al fine di valutare la congruità della garanzia prestata per la movimentazione complessiva delle merci (art. 50-bis co. 2-bis del DL 331/93) e se sono rispettati i presupposti richiesti all’art. 50-bis co. 2 quarto periodo del DL 331/93.

In presenza dei requisiti richiesti, l’autorizzazione è rilasciata entro 180 giorni dalla data della sua richiesta.

  • Depositi per i quali non è prevista un’apposita autorizzazione.

Il gestore del deposito deve rispettare i seguenti obblighi contabili:

a)Tenere un apposito registro che evidenzi la movimentazione dei beni (art. 3 del DM 20.10.97);

b)Conservare un esemplare dei documenti presi a base dell’introduzione e dell’estrazione dei beni dal deposito IVA e di quelli relativi agli eventuali scambi avvenuti nel corso della giacenza dei beni.

In caso di mancata o irregolare applicazione dell’iva, il gestore del deposito risponde in solido con il soggetto passivo.

Inoltre il gestore del deposito IVA può assume la veste di rappresentante fiscale leggero - richiedendo l’attribuzione di un numero di partita IVA unico per tutti i soggetti passivi non residenti rappresentati - per l’adempimento degli obblighi tributari (es. fatturazione) inerenti le operazioni relative ai beni introdotti nel deposito - qualora i soggetti non residenti non abbiano già nominato un rappresentante fiscale ovvero non si siano identificati direttamente nel territorio dello Stato.

Tramite il deposito iva sono effettuate senza pagamento dell’Iva le seguenti operazioni:

- Acquisti intracomunitari di beni eseguiti mediante introduzione in un deposito IVA;

- Operazioni di immissione in libera pratica di beni non comunitari destinati a essere introdotti in un deposito IVA previa prestazione di idonea garanzia commisurata all’imposta;

- Cessioni di beni eseguite mediante introduzione in un deposito IVA;

- Cessioni di beni custoditi in un deposito IVA;

- Cessioni intracomunitarie di beni estratti da un deposito IVA con spedizione in un altro Stato membro dell’UE, salvo che si tratti di cessioni intracomunitarie soggette ad imposta nel territorio dello Stato;

- Cessioni di beni estratti da un deposito IVA con trasporto o spedizione fuori del territorio dell’UE;

- Prestazioni di servizi, comprese le operazioni di perfezionamento e le manipolazioni usuali, relative ai beni custoditi in un deposito IVA, anche se materialmente eseguite non nel deposito stesso, ma nei locali limitrofi sempreché, in tal caso, le suddette operazioni siano di durata non superiore a 60 giorni;

- Trasferimento di beni in altro deposito IVA.

Detto questo, l’estrazione dei beni dal deposito iva può avvenire per le seguenti finalità:

1)Cessioni intracomunitarie.

In tal caso l’estrazione dei beni dal deposito iva avviene al fine di mettere in atto un’operazione non soggetta iva, per cui il cedente è tenuto ad emettere fattura non imponibile ex art. 41 DL 331/93 e a compilare il modello Intrastat 1-bis. Qualora il cedente sia un soggetto non residente e non identificato ai fini iva in Italia, gli adempimenti in questione possono essere svolti dal depositario in funzione di rappresentante fiscale leggero;

2)Cessioni all’esportazione.

Anche in questo caso l’operazione non è soggetta ad iva con relativo obbligo del cedente di emettere fattura non imponibile ai sensi dell’art. 8 co. 1 lett. A o b del DPR 633/72. Come al punto precedente, gli adempimenti possono essere svolti dal gestore del deposito iva se il cedente è non residente e non identificato ai fini iva in Italia.

3)Utilizzo o commercializzazione dei beni in Italia.

Come indicato dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 12 del 24/03/2015, l’estrazione dei beni dal deposito iva per utilizzo o commercializzazione nello Stato comporta l’assoggettamento all’imposta con pagamento diretto tramite modello F24 senza possibilità di compensazione.

L’assolvimento dell’iva varia in base alla diversa tipologia di introduzione dei beni nel deposito iva:

A) Per i beni introdotti nel deposito Iva in forza di un acquisto intracomunitario, il soggetto che estrae assolve l’imposte con il meccanismo del reverse charge;

B) Per i beni immessi in libera pratica e introdotti nel deposito Iva, il soggetto che estrae assolve imposte con il meccanismo del reverse charge qualora quest’ultimo alternativamente: 1) soddisfi determinati requisiti di garanzia (art. 2 del DM 23.2.2017); 2) rientri in uno dei casi di esclusione previsti dall’art. 4 del DM 23.2.2017 (es. operatore economico autorizzato); 3) presti garanzia con le modalità di cui all’art. 38-bis co. 5 del DPR 633/72.

C) Per i beni di provenienza nazionale, l’imposta è dovuta dal soggetto che estrae ma è versata in suo nome e per suo conto dal gestore del deposito, mediante F24 senza possibilità di compensazione ed entro il 16 del mese successivo alla data di estrazione. Il soggetto che procede all’estrazione annota nel registro degli acquisti un’autofattura ex. art. 17 co. 2 DPR 633/72 e i dati della ricevuta del versamento.

D) L’estrazione dei beni dal deposito iva da parte di soggetti passivi aventi status di esportatori abituali non saranno soggetti al pagamento dell’imposta sulla base delle lettere di intento.


CIARI & ASSOCIATI S.R.L. - S.T.P.



INVIO SEMESTRALE DEI DATI PER LA TESSERA SANITARIA NEL 2021

Pubblicato il 08 febbraio 2021 alle 13.00

Con il DM 29.1.2021, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, viene modificato il precedente DM 19.10.2020, con il quale sono state definite le nuove regole per l’invio telematico al Sistema Tessera Sanitaria dei dati relativi alle spese sanitarie e veterinarie.

Le principali novità riguardano:

- il rinvio di un anno della decorrenza della nuova periodicità mensile, che si applicherà per le spese sostenute dall’1.1.2022 invece che dall’1.1.2021; l’invio deve avvenire “entro la fine del mese successivo alla data del documento fiscale”;

- l’introduzione, in via transitoria, per le spese sostenute nel 2021, di una periodicità semestrale.

In particolare, in relazione alle spese sanitarie e veterinarie sostenute nel 2021, la trasmissione deve avvenire entro:

- il 31.7.2021, per le spese sostenute nel primo semestre 2021;

- il 31.1.2022, per le spese sostenute nel secondo semestre 2021.

Viene inoltre espressamente previsto che “per la scadenza della trasmissione dei dati delle spese sanitarie e veterinarie, si fa riferimento alla data di pagamento dell’importo di cui al documento fiscale”, confermando quindi l’applicazione del principio di cassa.

Il DM 29.1.2021 formalizza inoltre la proroga all’8.2.2021 della scadenza per la trasmissione delle spese sanitarie sostenute nell’anno 2020.


FONTE: EUTEKNE



CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER IL LOCATORE E ALTRE NOVITA' SUGLI IMMOBILI

Pubblicato il 01 febbraio 2021 alle 15.45

La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto un contributo a fondo perduto a favore del locatore che riduce il canone del contratto di locazione in essere al 29.10.2020, per immobili ad uso abitativo adibiti dal locatario ad abitazione principale e situati in comuni ad alta tensione abitativa. Il contributo è pari al 50% della riduzione apportata, fino ad un massimo di 1.200,00 euro annui per singolo locatore.

Riepilogando, i requisiti da rispettare per usufruire di tale agevolazione sono i seguenti:

  • Il contratto di locazione sia in essere alla data del 29 ottobre 2020;
  • La locazione deve essere di tipo abitativo;
  • L'immobile deve essere ubicato in un comune ad alta tensione abitativa, sulla base dell'elenco approvato dal CIPE con deliberazione n. 87/2003;
  • Il locatore (privato o impresa o ente) deve concedere una riduzione del canone, indipendentemente dall'ammontare;
  • L'immobile deve essere adibito ad abitazione principale da parte del conduttore.

Il Legislatore ha ulteriormente sospeso le procedure esecutive sull'abitazione principale come segue:

  1. Le procedure esecutive immobiliari aventi ad oggetto l’abitazione principale del debitore sono sospese fino al 30 giugno 2021;
  2. Ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare che abbia ad oggetto l’abitazione principale del debitore, effettuata dal 25 ottobre 2020 al 25 dicembre 2020, è inefficace.

Concludiamo con la proroga delle misure emergenziali di sospensione dei mutui prima casa. Nello specifico il Fondo di solidarietà per i mutui consente di chiedere la sospensione (per non più di due volte e per un periodo massimo di 18 mesi nel corso dell'esecuzione del contratto) del pagamento delle rate al verificarsi di situazioni di temporanea difficoltà. L'agevolazione è ammessa solo per i contratti di mutuo riferiti all’acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale del mutuatario.


CIARI & ASSOCIATI S.R.L. - S.T.P.



NUOVE CAUSE DI ESCLUSIONE DEGLI ISA LEGATE AL COVID

Pubblicato il 01 febbraio 2021 alle 14.20

Con il Provv. Agenzia delle Entrate 28.1.2020 n. 27444, sono stati approvati i modelli ISA da allegare ai modelli REDDITI 2021. Tra le novità più rilevanti, si segnala l’introduzione di nuove cause di esclusione conseguenti all’emergenza Coronavirus. Tali cause di esclusione interessano:

- i contribuenti che hanno subito una diminuzione dei ricavi ovvero dei compensi di almeno il 33% nel periodo d’imposta 2020 rispetto al periodo d’imposta precedente (codice 16 nel modello REDDITI);

- i contribuenti che hanno aperto la partita IVA a partire dall’1.1.2019 (codice 17 nel modello REDDITI);

- i contribuenti che esercitano, in maniera prevalente, le attività economiche individuate dai codici attività riportati nella tabella n. 2 allegata alle istruzioni - Parte generale (si tratta, a titolo esemplificativo, dei settori della ristorazione, del commercio al dettaglio, dei servizi alla persona, del settore sportivo, del settore dello spettacolo e ricreativo; codice 18 nel modello REDDITI).


FONTE: EUTEKNE



LA FISCALITA' DEL FONDO PATRIMONIALE

Pubblicato il 29 gennaio 2021 alle 16.15

Il fondo patrimoniale, diversamente dal Trust, non è oggetto di ua soggettivazione tributaria, pertanto non può essere titolare di un codice fiscale o presentare una dichiarazione dei redditi, mentre i relativi redditi fiscali dovranno essere dichiarati da parte dei titolari.

Il legislatore fiscale, ai sensi dell’art. 4, co. 1, lett. B) del TUIR, prevede che i redditi dei beni presenti nel fondo patrimoniale sono imputati al 50% tra i coniugi, indipendentemente dal regime di tassazione (ordinaria o separata) e a prescindere dal fatto che il coniuge, singolarmente considerato, sia proprietario dei beni in quanto tale imputazione non ha fondamento sull’effettiva titolarità del diritto di proprietà bensì sulla sussistenza del vincolo creato dal fondo patrimoniale. Ad esempio nel caso di un fondo patrimoniale all’interno del quale è presente un immobile di proprietà al 100% ad uno solo dei coniugi e concesso in locazione a terzi, il reddito sarà imputato al 50% da entrambi in quanto esiste il vincolo del fondo patrimoniale.

In ipotesi di immobile concesso in locazione, la Circolare Ministeriale 04/06/2012 n. 20/E ha precisato che possono optare per la cedolare secca entrambi i coniugi, anche da parte di quel coniuge che non è proprietario dell’immobile.

Nel caso di decesso di uno dei due coniugi, l’imputazione del reddito avverrà come segue:

- Se i coniugi non hanno figli, il fondo patrimoniale si scioglie ed il reddito sarà dichiarato dai soggetti che ereditano l’immobile;

- Se i coniugi hanno figli maggiorenni, come nel caso precedente il fondo patrimoniale si scioglie poiché è venuto meno il matrimonio, mentre il reddito sarà imputato agli eredi;

- Se i coniugi hanno figli minorenni, il fondo patrimoniale prosegue fino alla maggiore età del figlio e fino a tale momento i redditi verranno dichiarati esclusivamente dal coniuge superstite.

Come possiamo ben comprendere, un volta cessato il fondo patrimoniale, l’imputazione dei redditi dei beni avverrà in capo ai rispettivi proprietari.

Una casistica particolare attiene al caso in cui al fondo patrimoniale viene attribuita la nuda proprietà di un immobile dove i redditi derivanti dai frutti saranno di competenza dell’usufruttuario e non del fondo; al contrario i coniugi saranno tassati sul 50% della eventuale plusvalenza derivante dall’alienazione delll’immobile sul quale vantavano il diritto di nuda proprietà.

Ai fini Imu la normativa non prevede la casistica del fondo patrimoniale, pertanto si ritiene che il soggetto passivo sia rappresentato esclusivamente dall’effettivo proprietario dell’immobile.

La tassazione indiretta del fondo patrimoniale è la seguente:

1) Imposta di registro in misura fissa;

2) Imposta sulle donazioni solo nel caso di effetto traslativo, qualora una parte del fondo è destinata ad un componente familiare non proprietario del suddetto. Ad esempio il marito ha il 100% dell’abitazione e decide di costituire il fondo patrimoniale attribuendone il 50% alla moglie: in tal caso, su quel 50% si ha l’imposta sulle donazioni;

La soggettività alle imposte indirette varia i base alle seguenti ipotesi:

  • Fondo con beni di proprietà di entrambi i coniugi.

Poiché entrambi i coniugi mantengono la proprietà dell’immobile, la costituzione del fondo patrimoniale non è soggetta ad imposta di successione e donazione. Viceversa è dovuta l’imposta di registro in misura fissa di € 200.

  • Fondo con beni di proprietà di uno solo dei coniugi che se ne riserva la proprietà.

La costituzione del fondo patrimoniale non è soggetta ad imposta di successione e donazione, mentre l’imposta di registro è in misura fissa per € 200.

  • Fondo con beni di proprietà di uno solo dei coniugi che non se ne riserva la proprietà.

Se il coniuge non accetta il trasferimento, non si blocca il vincolo di destinazione dei beni ma si esclude l’effetto traslativo della proprietà sugli stessa. Al contrario nel caso di accettazione da parte del coniuge che non conferisce i beni, si ha l’effetto traslativo per la quota pari al 50% dei beni destinati al fondo con conseguente assoggettamento al regime tributario previsto per le donazioni con aliquota del 4%, trovando altresì applicazione la franchigia di un milione di euro.

  • Fondo con beni di un terzo che non se ne riserva la proprietà.

Anche in questo caso, nell’ipotesi di accettazione, si avrà un effetto traslativo della proprietà dei beni con relativa imposta di donazione.

  • Fondo con beni di un terzo che se ne riserva la proprietà.

L’atto è soggetto all’imposta sulle donazioni con applicazione dei criteri previsti dall’art. 17 D.Lgs 346/1990 per la determinazione del valore delle rendite ai fini del calcolo della base imponibile.

Infine in merito all’imposta ipotecaria e catastale, la normativa prevede quanto segue:

a) Nel caso in cui la costituzione del fondo patrimoniale non comporti il trasferimento di beni immobili, è dovuta l’imposta ipotecaria in misura fissa all’atto della trascrizione;

b) Nel caso in cui la costituzione del fondo patrimoniale comporti il trasferimento di beni immobili, è dovuta l’imposta ipotecaria e catastale in misura proporzionale (2% ipotecaria, 1% catastale) all’atto della trascrizione.

Ovviamente in entrambi i casi sono fatte salve le agevolazioni prima casa.


CIARI & ASSOCIATI S.R.L. - S.T.P.



SUPERBONUS PER GLI IMMOBILI AD USO PROMISCUO RIDOTTO AL 50%

Pubblicato il 29 gennaio 2021 alle 14.15

Con riguardo ad un immobile utilizzato promiscuamente sia come propria abitazione che per l’esercizio svolto in maniera professionale dell’attività di B&B (occasionale o abituale), l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il superbonus del 110% di cui all’art. 119 del DL 34/2020 deve essere ridotto del 50%, sia nel caso vengano effettuati interventi antisismici sia interventi di riqualificazione energetica.

 

 

 


FONTE: EUTEKNE



NOVITA' SULLE SOSPENSIONI DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO A SEGUITO DEL DECRETO RISCOSSIONE

Pubblicato il 27 gennaio 2021 alle 16.50

Nel decreto “Riscossione”, entrato in vigore il 15.1.2021, sono state emanate alcune misure in materia di riscossione esattoriale, che riguardano principalmente:

  • La sospensione dei termini di pagamento delle cartelle esattoriali, per cui i termini di pagamento che scadono dall’8.3.2020 al 31.1.2021 devono avvenire, in unica soluzione o chiedendo il dilazionamento, entro il 28.2.2021. Durante tale periodo di sospensione non vengono notificate le cartelle di pagamento. La sospensione dei pagamenti prevista per le cartelle di pagamento riguarda anche gli avvisi di accertamento esecutivi, emessi in materia di imposte sui redditi, IVA e IRAP, nonché, dall’1.1.2020, gli accertamenti degli enti locali ad esempio in materia di IMU e TARI. In merito alla dilazione dei ruoli, sono sospese tutte le rate in scadenza dall’8.3.2020 al 31.1.2021. I versamenti delle rate sospese devono avvenire in unica soluzione entro il 28.2.2021.
  • Sino al 31.1.2021 l’Agente della Riscossione non procede al pignoramento di salari e stipendi mentre, al contrario, rimangono validi i pignoramenti e le altre misure che sono eventualmente state disposte dall’1.1.2021 al 15.1.2021.
  • Gli avvisi di accertamento, nonché tutti gli atti impositivi (ad esempio atti di contestazione delle sanzioni, avvisi di liquidazione, avvisi di recupero dei crediti d’imposta), che scadono dall’8.3.2020 al 31.12.2020 andavano emessi (in sostanza sottoscritti dal funzionario competente) entro il 31.12.2020 ma notificati dall’1.2.2021 al 31.1.2022.

 


CIARI & ASSOCIATI S.R.L. - S.T.P.



NOVITA' SULLE LOCAZIONI BREVI E CEDOLARE SECCA NELLA LEGGE DI BILANCIO 2021

Pubblicato il 26 gennaio 2021 alle 14.50

La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto una presunzione in base alla quale, a partire dal 2021, il regime fiscale della cedolare secca è riconosciuto per le locazioni brevi solo in caso di destinazione alla locazione breve di non più di quattro appartamenti per ciascun periodo d’imposta: in tale ipotesi, infatti, la locazione è produttiva di reddito fondiario (o reddito diverso in caso di sublocazione o di comodato a terzi), pertanto assoggettabile a cedolare secca. Al contrario, qualora il proprietario destini alla locazione cinque appartamenti o più, tale locazione si presume svolta in forma imprenditoriale (produttrice di reddito d’impresa con relativo obbligo di apertura della partita iva) con conseguente impossibilità di optare per la cedolare secca.


CIARI & ASSOCIATI S.R.L. - S.T.P.



LE PRINCIPALI NOVITA' FISCALI DELLA LEGGE DI BILANCIO 2021 - PARTE 2 DI 2

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 17.15
  • Incentivo alle aggregazioni aziendali

Si introduce un incentivo alle aggregazioni aziendali, prevedendo che, nelle ipotesi di fusione, scissione o conferimento d’azienda, deliberate tra l’1.1.2021 e il 31.12.2021, sia consentita, in capo ai soggetti aventi causa, la trasformazione in credito d’imposta delle attività per imposte anticipate (DTA), anche se non iscritte in bilancio, riferite alle perdite fiscali e alle eccedenze ACE.

  • Credito d’imposta acquisto beni strumentali

Per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 16.11.2020 al 2022 (con termine “lungo” 30.6.2023) è previsto un nuovo credito d’imposta. Il credito d’imposta “generale”, relativo agli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi non “4.0”, è riconosciuto (alle imprese e agli esercenti arti e professioni):

→ per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021, nella misura del 10% del costo (elevata al 15% per gli investimenti nel

lavoro agile) e nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro;

→ per gli investimenti effettuati nel 2022, nella misura del 6% del costo e nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Viceversa il credito d’imposta per gli investimenti in beni materiali “4.0”, compresi nell’Allegato A alla L. 232/2016, è riconosciuto (solo alle imprese):

✓ per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021, nella misura del 50% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 30% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro e del 10% per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro;

✓ per gli investimenti effettuati nel 2022, nella misura del 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 20% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro e del 10% per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro.

Nella fattura di acquisto dei beni deve essere riportato il riferimento normativo dell’agevolazione. Per i beni “4.0” di costo unitario superiore a 300.000,00 euro, è richiesta una perizia asseverata.

Il credito d’imposta:

➢ è utilizzabile in compensazione, con tributi e contributi, mediante il modello F24;

➢ spetta per i beni materiali e immateriale (sia “ordinari” che “4.0”;) in tre quote annuali di pari importo (1/3 all’anno); ➢ per i soggetti con ricavi/compensi inferiori a 5 milioni di euro che hanno effettuato investimenti in beni materiali e immateriali “ordinari” dal 16.11.2020 al 31.12.2021, spetta in un’unica quota annuale;

➢ nel caso di investimenti in beni “ordinari” è utilizzabile a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni, mentre per gli investimenti in beni “Industria 4.0” a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione.

  • Credito d'imposta per ricerca, sviluppo, e innovazione.

Viene prorogato dal 2020 al 2022 il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative, con alcune modifiche in merito alla misura dell’agevolazione.

Per le attività di ricerca e sviluppo agevolabili, il credito d’imposta spetta (ferme restando le specifiche maggiorazioni previste per il Mezzogiorno):

→ in misura pari al 20% della relativa base di calcolo;

→ nel limite massimo di 4 milioni di euro.

Per le attività di innovazione tecnologica, il credito d’imposta è riconosciuto:

✓ in misura pari al 10% della relativa base di calcolo o al 15% in caso di obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;

✓ nel limite massimo di 2 milioni di euro.

Per le attività di design e ideazione estetica, il credito d’imposta è riconosciuto:

➔ in misura pari al 10% della relativa base di calcolo;

➔ nel limite massimo di 2 milioni di euro.

Il credito d’imposta è utilizzabile:

✓ esclusivamente in compensazione mediante il modello F24;

✓ in tre quote annuali di pari importo;

✓ a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione;

✓ subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti.

  • Credito d'imposta per la formazione 4.0

Viene prorogato al 2022 il credito d’imposta per la formazione 4.0, con ampliamento dei costi ammissibili.

  • Credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

Viene prorogato al 2022 il credito d’imposta per le imprese che acquistano beni strumentali nuovi facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

  • Credito d'imposta per gli investimenti pubblicitari

Viene prorogato al 2022 il regime “straordinario” del credito d’imposta per investimenti pubblicitari.

Nello specifico, per gli anni 2021 e 2022, il credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari è concesso:

✓ a imprese, lavoratori autonomi, enti non commerciali;

✓ nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale (non quindi su radio e TV);

✓ entro il limite massimo di 50 milioni di euro per ciascun anno.

  • Credito d'imposta per le edicole

Viene prorogato al 2022 il credito d’imposta per le edicole.

  • Credito d'imposta per sistemi di filtraggio dell'acqua

Viene istituito un credito d’imposta per l’acquisto di sistemi di filtraggio acqua potabile. Possono beneficiare dell’agevolazione:

✓ le persone fisiche;

✓ i soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni;

✓ gli enti non commerciali.

Il credito spetta per le spese:

→ sostenute dall’1.1.2021 al 31.12.2022;

→ per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E 290, finalizzati al miglioramen¬to qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti;

Il credito d’imposta è pari al 50% delle suddette spese, fermo restando il limite delle risorse stanziate. Sarà emanato uno specifico provvedimento sulle modalità di fruizione dell’agevolazione.

  • Legge Sabatini

Viene previsto che il contributo statale sia erogato in un’unica soluzione, secondo modalità da determinare con decreto ministeriale.

  • Bonus Idrico

Alle persone fisiche residenti in Italia è riconosciuto un bonus idrico pari a 1.000,00 euro per ciascun beneficiario da utilizzare, entro il 31.12.2021, per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari.

  • Voucher per occhiali da vista

Si riconosce, in favore dei membri di nuclei familiari con un valore ISEE non superiore a 10.000,00 euro annui, un contributo in forma di voucher una tantum di importo pari a 50,00 euro per l’acquisto di occhiali da vista ovvero di lenti a contatto correttive.

Estensione del credito d'imposta locazioni ad uso non abitativo per strutture turistico ricettive

Il credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo, di cui all’art. 28 del DL 34/2020, viene esteso:

➔ limitatamente a strutture turistico ricettive, tour operator e agenzie di viaggio;

➔ fino al 30.4.2021.

  • Contributo a fondo perduto per la riduzione dei canoni di locazione

È introdotto, per l’anno 2021, un contributo a Fondo perduto per il locatore di immobile (adibito ad abitazione principale dal conduttore) situato in un comune ad alta tensione abitativa che riduce il canone di locazione.

Il contributo:

→ è pari al 50% della riduzione del canone (la percentuale può essere rideterminata alla luce delle somme stanziate e le domande presentate);

→ è riconosciuto nel limite annuo di 1.200,00 euro per singolo locatore.

Le modalità applicative del contributo, la percentuale di riduzione del canone in base alle domande presentate, le modalità di monitoraggio delle comunicazioni all’Agenzia saranno determinate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

  • Cessioni ad aliquota iva zero per il contrasto al Covid-19

È introdotto il regime di esenzione IVA con diritto alla detrazione dell’imposta (c.d. operazioni ad aliquota “zero”;) per:

✓ le cessioni della strumentazione per diagnostica COVID-19 e le prestazioni di servizi strettamente connesse a detta strumentazione, sino al 31.12.2022;

✓ le cessioni di vaccini anti COVID-19, autorizzati dalla Commissione europea o dagli Stati membri, e le prestazioni di servizi strettamente connesse a detti vaccini, dal 20.12.2020 al 31.12.2022.

  • Aliquota iva per i piatti pronti da asporto

Viene previsto che le cessioni di piatti pronti e di pasti che siano stati cotti, arrostiti, fritti o altrimenti preparati in vista del loro consumo immediato, della loro consegna a domicilio o dell’asporto beneficiano dell’aliquota iva del 10%.


CIARI & ASSOCIATI S.R.L. - S.T.P.