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LE PRINCIPALI NOVITA' FISCALI DELLA LEGGE DI BILANCIO 2021 - PARTE 2 DI 2

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 17.15
  • Incentivo alle aggregazioni aziendali

Si introduce un incentivo alle aggregazioni aziendali, prevedendo che, nelle ipotesi di fusione, scissione o conferimento d’azienda, deliberate tra l’1.1.2021 e il 31.12.2021, sia consentita, in capo ai soggetti aventi causa, la trasformazione in credito d’imposta delle attività per imposte anticipate (DTA), anche se non iscritte in bilancio, riferite alle perdite fiscali e alle eccedenze ACE.

  • Credito d’imposta acquisto beni strumentali

Per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 16.11.2020 al 2022 (con termine “lungo” 30.6.2023) è previsto un nuovo credito d’imposta. Il credito d’imposta “generale”, relativo agli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi non “4.0”, è riconosciuto (alle imprese e agli esercenti arti e professioni):

→ per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021, nella misura del 10% del costo (elevata al 15% per gli investimenti nel

lavoro agile) e nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro;

→ per gli investimenti effettuati nel 2022, nella misura del 6% del costo e nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Viceversa il credito d’imposta per gli investimenti in beni materiali “4.0”, compresi nell’Allegato A alla L. 232/2016, è riconosciuto (solo alle imprese):

✓ per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021, nella misura del 50% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 30% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro e del 10% per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro;

✓ per gli investimenti effettuati nel 2022, nella misura del 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 20% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro e del 10% per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro.

Nella fattura di acquisto dei beni deve essere riportato il riferimento normativo dell’agevolazione. Per i beni “4.0” di costo unitario superiore a 300.000,00 euro, è richiesta una perizia asseverata.

Il credito d’imposta:

➢ è utilizzabile in compensazione, con tributi e contributi, mediante il modello F24;

➢ spetta per i beni materiali e immateriale (sia “ordinari” che “4.0”;) in tre quote annuali di pari importo (1/3 all’anno); ➢ per i soggetti con ricavi/compensi inferiori a 5 milioni di euro che hanno effettuato investimenti in beni materiali e immateriali “ordinari” dal 16.11.2020 al 31.12.2021, spetta in un’unica quota annuale;

➢ nel caso di investimenti in beni “ordinari” è utilizzabile a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni, mentre per gli investimenti in beni “Industria 4.0” a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione.

  • Credito d'imposta per ricerca, sviluppo, e innovazione.

Viene prorogato dal 2020 al 2022 il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative, con alcune modifiche in merito alla misura dell’agevolazione.

Per le attività di ricerca e sviluppo agevolabili, il credito d’imposta spetta (ferme restando le specifiche maggiorazioni previste per il Mezzogiorno):

→ in misura pari al 20% della relativa base di calcolo;

→ nel limite massimo di 4 milioni di euro.

Per le attività di innovazione tecnologica, il credito d’imposta è riconosciuto:

✓ in misura pari al 10% della relativa base di calcolo o al 15% in caso di obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;

✓ nel limite massimo di 2 milioni di euro.

Per le attività di design e ideazione estetica, il credito d’imposta è riconosciuto:

➔ in misura pari al 10% della relativa base di calcolo;

➔ nel limite massimo di 2 milioni di euro.

Il credito d’imposta è utilizzabile:

✓ esclusivamente in compensazione mediante il modello F24;

✓ in tre quote annuali di pari importo;

✓ a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione;

✓ subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti.

  • Credito d'imposta per la formazione 4.0

Viene prorogato al 2022 il credito d’imposta per la formazione 4.0, con ampliamento dei costi ammissibili.

  • Credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

Viene prorogato al 2022 il credito d’imposta per le imprese che acquistano beni strumentali nuovi facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

  • Credito d'imposta per gli investimenti pubblicitari

Viene prorogato al 2022 il regime “straordinario” del credito d’imposta per investimenti pubblicitari.

Nello specifico, per gli anni 2021 e 2022, il credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari è concesso:

✓ a imprese, lavoratori autonomi, enti non commerciali;

✓ nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale (non quindi su radio e TV);

✓ entro il limite massimo di 50 milioni di euro per ciascun anno.

  • Credito d'imposta per le edicole

Viene prorogato al 2022 il credito d’imposta per le edicole.

  • Credito d'imposta per sistemi di filtraggio dell'acqua

Viene istituito un credito d’imposta per l’acquisto di sistemi di filtraggio acqua potabile. Possono beneficiare dell’agevolazione:

✓ le persone fisiche;

✓ i soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni;

✓ gli enti non commerciali.

Il credito spetta per le spese:

→ sostenute dall’1.1.2021 al 31.12.2022;

→ per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E 290, finalizzati al miglioramen¬to qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti;

Il credito d’imposta è pari al 50% delle suddette spese, fermo restando il limite delle risorse stanziate. Sarà emanato uno specifico provvedimento sulle modalità di fruizione dell’agevolazione.

  • Legge Sabatini

Viene previsto che il contributo statale sia erogato in un’unica soluzione, secondo modalità da determinare con decreto ministeriale.

  • Bonus Idrico

Alle persone fisiche residenti in Italia è riconosciuto un bonus idrico pari a 1.000,00 euro per ciascun beneficiario da utilizzare, entro il 31.12.2021, per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari.

  • Voucher per occhiali da vista

Si riconosce, in favore dei membri di nuclei familiari con un valore ISEE non superiore a 10.000,00 euro annui, un contributo in forma di voucher una tantum di importo pari a 50,00 euro per l’acquisto di occhiali da vista ovvero di lenti a contatto correttive.

Estensione del credito d'imposta locazioni ad uso non abitativo per strutture turistico ricettive

Il credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo, di cui all’art. 28 del DL 34/2020, viene esteso:

➔ limitatamente a strutture turistico ricettive, tour operator e agenzie di viaggio;

➔ fino al 30.4.2021.

  • Contributo a fondo perduto per la riduzione dei canoni di locazione

È introdotto, per l’anno 2021, un contributo a Fondo perduto per il locatore di immobile (adibito ad abitazione principale dal conduttore) situato in un comune ad alta tensione abitativa che riduce il canone di locazione.

Il contributo:

→ è pari al 50% della riduzione del canone (la percentuale può essere rideterminata alla luce delle somme stanziate e le domande presentate);

→ è riconosciuto nel limite annuo di 1.200,00 euro per singolo locatore.

Le modalità applicative del contributo, la percentuale di riduzione del canone in base alle domande presentate, le modalità di monitoraggio delle comunicazioni all’Agenzia saranno determinate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

  • Cessioni ad aliquota iva zero per il contrasto al Covid-19

È introdotto il regime di esenzione IVA con diritto alla detrazione dell’imposta (c.d. operazioni ad aliquota “zero”;) per:

✓ le cessioni della strumentazione per diagnostica COVID-19 e le prestazioni di servizi strettamente connesse a detta strumentazione, sino al 31.12.2022;

✓ le cessioni di vaccini anti COVID-19, autorizzati dalla Commissione europea o dagli Stati membri, e le prestazioni di servizi strettamente connesse a detti vaccini, dal 20.12.2020 al 31.12.2022.

  • Aliquota iva per i piatti pronti da asporto

Viene previsto che le cessioni di piatti pronti e di pasti che siano stati cotti, arrostiti, fritti o altrimenti preparati in vista del loro consumo immediato, della loro consegna a domicilio o dell’asporto beneficiano dell’aliquota iva del 10%.


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CREDITO D'IMPOSTA DEL MEZZOGIORNO

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 16.10

Le imprese che intendono acquisire beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo possono beneficiare di un credito d’imposta sulle spese sostenute fino al 31/12/2022.

La misura dell’agevolazione è quantificata come segue:

  • Per le piccole imprese l’aliquota del credito d’imposta è pari ad 45% (30% per Molise e Abruzzo) con un massimlale di agevolazione pari a 3 milioni di euro;
  • Per le medie imprese l’aliquota del credito d’imposta è pari ad 35% (20% per Molise e Abruzzo) con un massimlale di agevolazione pari a 10 milioni di euro;
  • Per le piccole imprese l’aliquota del credito d’imposta è pari ad 25% (10% per Molise e Abruzzo) con un massimlale di agevolazione pari a 15 milioni di euro.

Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento relativo l’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinate a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio. Detto ciò, sono comunque escluse dall’agevolazione le imprese operanti nei seguenti settori:

- Industria siderurgica;

- Industria carbonifera;

- Industria della costruzione navale;

- Industria delle fibre sintetiche;

- Industria dei trasporti e delle relative infrastrutture;

- Industria della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche;

- Settori creditizio, finanziario e assicurativo.

Se i beni oggetto dell'agevolazione non entrano in funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, il credito d'imposta è rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati in funzione. Se, entro il quinto periodo d'imposta successivo a quello nel quale sono entrati in funzione, i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all'agevolazione, il credito d'imposta è rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti.

Per essere ammessi all’incentivo non è richiesto alcun requisito inerente la sede legale poiché è sufficiente che i beni strumentali siano destinati ad una struttura produttiva localizzata in una regione tra quelle ammesse all’agevolazione.


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DEFINITE LE MODALITA' OPERATIVE DI VERSAMENTO DEL RESTANTE 50 PER CENTO DEI CONTRIBUTI INPS SOSPESI

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 14.40

Con il messaggio 13.1.2021 n. 102, l’INPS ha dettato le istruzioni operative per il versamento del restante 50% dei contributi sospesi a causa dell’emergenza sanitaria, ai sensi dell’art. 97 del DL 104/2020 (DL “Agosto”). Ricordando che il pagamento della prima rata è ritenuto valido anche se effettuato entro il 31.1.2021, l’Istituto precisa che: - l’importo minimo di ciascuna delle 24 rate non può essere inferiore a 50 euro; - in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, il beneficio di cui all’art. 97 decade, e sull’importo residuo saranno dovuti, con decorrenza 16.9.2020, gli interessi legali. In particolare, le aziende con dipendenti compilano la “Sezione INPS” utilizzando il codice contributo “DSOS” ed esponendo la matricola dell’azienda seguita dallo stesso codice utilizzato per la rilevazione del credito (N966 - N967 - N968 - N969 - N970 - N971- N972 - N973). L’INPS, con il messaggio 13.1.2021 n. 103, ricorda che l’art. 10 co. 6 del DL 183/2020 (Milleproroghe) ha sospeso il versamento della rata in scadenza il 16.1.2021 per i lavoratori agricoli autonomi beneficiari dell’esonero di cui agli artt. 16 e 16-bis del DL 137/2020.


FONTE: EUTEKNE



AEREI, NEL 2020 CROLLO DEI PASSEGGERI

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 10.35

L'agenzia delle Nazioni unite per l'aviazione civile ha tratto le somme di questo anno tremendo per le compagnie aeree, atterrate letteralmente dalla pandemia del Covid: in pochi mesi è come se i cieli internazonali fossero ritornati indietro di quasi vent'anni, al 2003 per la precisione, a seguito di un "drammatico" calo del 60% dei passeggeri.

L'Organizzazione dell'Aviazione Civile Internazionale (Icao) in una nota sottolinea come le prospettive a breve termine restino cupe. L'agenzia dell'Onu ha spiegato che il miliardo e 800 milioni di passeggeri dello scorso anno riporta il settore ai livelli del 2003, ben lontano dai quattro milioni e mezzo del 2019.

"Il crollo della domanda proseguirà nel trimestre in corso e potrebbe anche aggravarsi", avverte l'agenzia con sede a Montreal. Il crollo del numero dei passeggeri è stato del 50% sui voli nazionali ma del 74% sui voli internazionali. Le compagnie aeree hanno accumulato perdite per 370 miliardi di dollari. Ma non è tutto: gli aeroporti e i fornitori di servizi al volo hanno messo insieme altri 115 e 13 miliardi di dollari di perdite, rispettivamente.

L'agenzia ripercorre l'escalation del congelamento dei voli, che ad aprile ha toccato il suo apice con il 92% di calo dei passeggeri rispetto ai livelli del 2019, sintesi di un -98% visto a livello di traffico internazionale e di una 'migliore' tenuta (-87%) a livello domestico. Il periodo estivo ha portato un po' di ripartenza, ma è stato un fuoco di paglia: quando a settembre si è palesata la seconda ondata del contagio sono tornate le misure restrittive e il barometro dei cieli ha ripreso a segnare brutto tempo.

Ci sono delle isole felici in questo scenario: il traffico domestico in Cina e Russia, ad esempio, è già tornato ai livelli pre-pandemici. Generalmente, il traffico domestico ha comunque tenuto meglio con un calo del 50% globale a fronte del -74% (1,3 miliardi di passeggeri in meno) per le tratte internazionali.


FONTE: REPUBBLICA



CALANO I PREZZI AL CONSUMO 2020

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 09.05

In media, nel 2020 i prezzi al consumo in Italia registrano una diminuzione pari a -0,2% (da +0,6% del 2019). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'inflazione di fondo), i prezzi crescono dello 0,5% (come nel 2019) e al netto dei soli energetici dello 0,7% (da +0,6% del 2019). Lo comunica l’Istat, confermando la stima preliminare relativa all’anno.

La diminuzione dei prezzi al consumo in media d’anno - sottolinea l’Istat - è la terza registrata a partire dal 1954, da quando cioè è disponibile la serie storica dell'indice NIC. Nel 1959 i prezzi avevano registrato un calo dello 0,4%, mentre nel 2016 la diminuzione era stata dello 0,1%.

Analogamente a quanto accaduto nel 2016 e a differenza di quanto si è verificato nel 1959 (quando fu dovuta anche ad altre tipologie di prodotto), la variazione annua negativa dell'indice NIC è imputabile prevalentemente all'andamento dei prezzi dei beni energetici (-8,4% rispetto al 2019) al netto dei quali l'inflazionerimane positiva e in lieve accelerazione rispetto all'anno precedente.

L’andamento di dicembre

A dicembre l’inflazione rimane negativa per l’ottavo mese consecutivo. L’indice Nic (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, è aumentato dello 0,2% su base mensile. Rispetto al dicembre 2019, i prezzi sono però diminuiti dello 0,2% (come nel mese precedente). Pesa il calo dei prezzi dei beni energetici (-7,7%, da -8,6% del mese precedente), insieme a quello dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da -1,6% a -0,7%). La loro diminuzione è però compensata dal rallentamento dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +3,2% a +1,6%). L'“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera a +0,6% (da +0,4% di novembre) e quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +0,6%.

Le preoccupazioni dei consumatori

«Bene che l'Italia per la terza volta dall’inizio delle serie storiche iniziate nel 1954 sia tornata anche nel 2020 in deflazione. Non poteva essere diversamente visto il crollo dei consumi e del Pil dovuto alla pandemia. La riduzione dei prezzi contiene la caduta del potere d'acquisto delle famiglie e consente di risparmiare sulla spesa» afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

«L’aspetto negativo - dice - è che spesso si tratta solo di un effetto ottico. Alcuni risparmi, infatti, sono solo teorici, falsati dal lockdown. Per i trasporti, ad esempio, il calo dei prezzi del 2,3%, che in tempi normali avrebbe prodotto una minor spesa, per una famiglia media, di 80 euro, 124 euro per una coppia con due figli, non determina in pratica alcun effetto reale sul portafoglio degli italiani, visto che sono stati costretti a starsene a casa per gran parte dell'anno».

Il carrello della spesa

A preoccupare è soprattutto l’effetto dell’andamento dei prezzi sul carrello della spesa. «A incidere di sicuro - dice Dona - il rialzo del carrello della spesa dell'1,3% che determina una vera e propria stangata. Insomma, se per una coppia con due figli, l’inflazione media a -0,2% significa avere avuto nel 2020, sulla carta, una minor spesa di 77 euro, il rincaro dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona comporta una maggior spesa di 117 euro». Per una coppia con un figlio, la riduzione del costo della vita dello scorso anno è stata pari, ipoteticamente, a 76 euro, ma per gli acquisti di tutti i giorni il salasso reale è di 106 euro. «Per una famiglia tipo - conclude Dona - il risparmio in tempi normali sarebbe stato complessivamente di 69 euro, ma l’aggravio certo per la casalinga di Voghera che va al mercato a fare la spesa per la famiglia media italiana è pari a 88 euro».


FONTE: SOLE24ORE



PMI, MERITO CREDITIZIO VANIFICATO DAL COVID

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 08.30

Un brusco colpo di spugna sui progressi delle pmi degli ultimi 5 anni. È questo l'effetto della pandemia sul merito creditizio, cioè sull'affidabilità economica e finanziaria. Un percorso verso una solvibilità sempre maggiore che è stato interrotto: infatti, un'impresa su due andrà incontro a un calo di una o due classi del merito di credito. Per un ulteriore 20% ci sarà uno scivolone di tre classi. L'allarme arriva da una ricerca di modefinance, società fintech specializzata in soluzioni di Intelligenza artificiale per la valutazione e la gestione del rischio di credito, effettuata su un campione di oltre 85 mila piccole e medie imprese che al 30 novembre 2020 avevano presentato il bilancio 2019.

Il quadro pre-Covid. Un universo di aziende stava risalendo la china del merito di credito, guadagnando ogni anno qualche punto da BB (valutazione media del 2019), quindi ancora una situazione di equilibrio, verso il BBB, ossia solvibilità (e quindi rischio medio basso) secondo la graduatoria (detta appunto rating) che definisce il merito di ciascuna impresa. Non solo. Negli ultimi cinque anni le nostre piccole e medie aziende avevano fatto registrare un lento ma costante miglioramento del leverage, cioè l'indebitamento totale, sceso dal 3,4 al 2,7, entro i livelli di sicurezza. Mentre il leverage finanziario, che misura l'indebitamento finanziario, si era attestato a 0,72 (da 0,87).

Esaminando i dati emerge che le pmi erano in crescita sia sul fronte quantitativo sia qualitativo fin dal 2016. In dettaglio, nel 2019, le aziende del campione che hanno depositato il bilancio mostravano un valore mediano di fatturato di 49 milioni rispetto ai 41 milioni del 2016; ai 44 milioni del 2017 e ai 46 milioni del 2018. Anche la distribuzione per fatturato indicava che, in generale, la popolazione delle medie imprese si fosse rimpolpata a svantaggio delle piccole. Agli opposti poi, le grandi aziende, in crescita, sempre più solide e le microaziende, in crollo per l'incapacità di resistere nell'arena competitiva contemporanea. Stabile la redditività, che resta nei quattro anni di analisi intorno a un valore buono, del 10%. Le aziende in perdita diminuivano da oltre 10 mila a meno di 9 mila nel 2019. Anche tutti gli indici che riguardano la solvibilità confermano nel 2019 il trend di miglioramento graduale ma costante osservato dal 2016.

Cosa avviene ora? Il rischio è che il valore del rating si sposti verso la B, che corrisponde a elevata volatilità. Il 28% delle aziende (24 mila imprese) potrebbe essere declassata di una classe di score, il 25% di due (21.500 pmi) mentre il 20% (16.500 aziende) di 3. Rilevante anche il dato relativo alle quasi 7 mila imprese che vengono declassate di 4 livelli e le 2.100 che ne perdono 5. In tutto, oltre 70 mila Pmi italiane subiranno questa crisi diventando meno affidabili, per esempio, nei confronti degli istituti di credito, o dei propri clienti e fornitori.

Anche le aziende con alto merito creditizio non possono dormire sonni tranquilli. In base alla proiezione sparisce completamente dal campione considerato la classe delle triple A (sicurezza elevata) e le aziende in default diventano il 4,36% (erano lo 0,11%). Aumenta pericolosamente la popolazione junk (dall'inglese spazzatura): i rating C (rischio molto elevato) passano al 13,8% da 1,11% e la doppia C (rischio elevato) a quota 17,45% da 2,81%.

Dopo il Covid, le pmi che si collocano nelle classi più rischiose sono oltre il 55%, rispetto al 10% circa dello spaccato 2019. Il rating rimarrà stabile solo per il 15% del campione. Si tratta di 12.800 aziende a cui si aggiungono le 1.160 che invece vedono il proprio merito di credito migliorare (l'1,36%, quasi un'eccezione che conferma la regola).

Il futuro. Non è escluso però che le pmi possano riprendere, nel 2021, il percorso di miglioramento là dove si è interrotto. Questo perché stanno dimostrando maggior resilienza, hanno imparato anche a guardare a forme alternative di credito e a strumenti per l'efficientamento del circolante, oltre che a una migliore gestione del cash flow. «Peculiarità di questa crisi legata al Covid-19 è la natura particolarmente asimmetrica: le regole imposte per la sicurezza sanitaria hanno impatti diversi su diversi settori», commenta Valentino Pediroda, a.d. e tra i fondatori di modefinance. «Come già avvenuto con le crisi del 2008 e 2011, le imprese italiane si adegueranno con tagli sui costi operativi e sui servizi, favorendo l'adozione di strumenti in grado di automatizzare le procedure interne. Nonostante gli effetti mitigatori degli interventi messi in campo (il blocco dei licenziamenti, prorogato al 2021, e il massiccio ricorso alla Cassa integrazione) la piccola e media impresa andrà a ridurre con ogni probabilità anche i costi del lavoro; ciononostante, è prevedibile riscontrare nuove cadute della redditività e della liquidità, con valori tra il -13 e il -17%. Sarà dunque vitale il colossale piano di finanziamenti europei con una dotazione di 750 miliardi (Next Generation EU)», prosegue l'ad, «che ha messo al centro digitalizzazione e sostenibilità, spartiacque tra le aziende che avranno capacità e lungimiranza di evolversi e adeguare il proprio modello di business, e imprese che non saranno in grado di attrarre finanziamenti sul mercato».


FONTE: ITALIAOGGI



LE PRINCIPALI NOVITA' FISCALI DELLA LEGGE DI BILANCIO 2021 - PARTE 1 DI 2

Pubblicato il 11 gennaio 2021 alle 14.30
  • Proroga detrazione interventi di recupero sul patrimonio edilizio

Viene prorogata, con riferimento alle spese sostenute fino al 31.12.2021, la detrazione IRPEF del 50% per gli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis co. 1 del TUIR, nel limite massimo di spesa di 96.000,00 euro per unità immobiliare.

  • Proroga detrazione “bonus mobili”

Viene prorogato, con riferimento alle spese sostenute nel 2021, il c.d. “bonus mobili” (art. 16 co. 2 del DL 63/2013). A tal fine, rilevano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati dall’1.1.2020. In aggiunta il legislatore ha previsto l’incremento da € 10.000 ad € 16.000 del limite massimo di spesa detraibile.

  • Proroga detrazione riqualificazione energetica degli edifici

Viene prorogata alle spese sostenute fino al 31.12.2021 la detrazione IRPEF/IRES spettante in relazione agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti di cui ai co. 344 - 349 dell’art. 1 della L. 296/2006 e all’art. 14 del DL 63/2013. In generale, quindi, la detrazione spetta nella misura del 65% per le spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2021.

  • Proroga superbonus 110%

Prorogata la detrazione superbonus 110% spettante per gli interventi di riqualificazione energetica, antisismici, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica dei veicoli elettrici, alle spese sostenute fino al 30.6.2022 (con l’eccezione degli IACP ed enti equivalenti). La ripartizione della detrazione avverrà in 4 quote annuali di pari importo in luogo delle 5 rate presenti per le spese sostenute nell’anno 2022.

  • Proroga del “bonus facciate”

La detrazione fiscale spettante per gli interventi di rifacimento delle facciate degli immobili (c.d. “bonus facciate” ), di cui all’art. 1 co. 219 - 223 della L. 160/2019, è prorogata sino al 31.12.2021.

  • Proroga del “bonus verde”

È prorogato anche per l’anno 2021 il c.d. “bonus verde” di cui ai co. 12 - 15 dell’art. 1 della L. 27.12.2017 n. 205.

  • Esclusione del versamento della prima rata dell’Imu 2021

Per l’anno 2021 non è dovuta la prima rata dell’IMU relativa:

✓ agli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché gli immobili degli stabilimenti termali;

✓ agli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni) e relative pertinenze, agli immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate;

✓ agli immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;

✓ agli immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night club e simili, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

  • Proroga della rideterminazione del costo fiscale dei terreni e delle partecipazioni non quotate

Prorogata la rivalutazione del valore fiscale delle partecipazioni non quotate e dei terreni disciplinate dagli artt. 5 e 7 della L. 448/2001. Anche per il 2021, quindi, sarà consentito a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni posseduti alla data dell’1.1.2021. Si ricorda che la normativa in questione prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva con aliquota unica dell’11% sul valore di perizia del terreno o della partecipazione non quotata.


CIARI & ASSOCIATI S.R.L. - S.T.P.



DEDUCIBILI GLI ASSEGNI AL CONIUGE DIVORZIATO RESIDENTE ALL'ESTERO

Pubblicato il 11 gennaio 2021 alle 13.30

Con la risposta a interpello 17.12.2020 n. 598, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che sono deducibili dal reddito complessivo IRPEF, ai sensi dell’art. 10 co. 1 lett. c) del TUIR, i versamenti periodici effettuati al coniuge divorziato, anche se quest’ultimo è residente all’estero, a condizione che nella dichiarazione dei redditi venga indicato il codice fiscale dell’ex coniuge percettore degli assegni. In mancanza di tale codice fiscale, il contribuente può richiederne l’attribuzione all’Amministrazione finanziaria ai sensi dell’art. 6 del DPR 605/73, sulla base di un’istanza motivata alla quale dovrà essere allegata la sentenza di divorzio.

 

 

 


FONTE: EUTEKNE



SALDI AL VIA

Pubblicato il 11 gennaio 2021 alle 10.00

Partenza atipica per i saldi invernali che arrivano subito dopo le festività natalizie, ma mai come quest'anno sono resi incerti nel loro tentativo di risollevare il commercio dalla pandemia e di offrire ai consumatori una possibilità di risparmio.

Dopo l'anticipo di alcuni territori già al 2 gennaio, limitata a Basilicata, Molise e Valle d'Aosta, con il 7 gennaio scatta la corsa ufficiale in Lombardia, Piemonte, Puglia, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia (qui la tabella con il calendario dei saldi nelle regioni).

A sentire le voci della vigilia da parte delle organizzazioni, tanto degli esercenti che dei consumatori, sarà un flop: gli italiani, sotto chiave per contenere il virus ancora troppo pericoloso, spenderanno 254 euro, ben 70 in meno dell'anno scorso, stima la Confcommercio. E' vero che ben il 64% dice che farà acquisti durante la stagione degli sconti, un dato in crescita di due-tre punti percentuali rispetto alle rilevazioni degli ultimi anni, ma il desiderio di acquisti fa a pugli con la possibilità di aprire il portafoglio: per quest'ultima si prevede una forte contrazione.

"Sono saldi che partono a singhiozzo lungo tutto il mese di gennaio all'insegna della difficoltà dei consumatori, che hanno più voglia di acquisti ma meno soldi in tasca, e dei commercianti che devono far fronte alla diminuzione delle vendite in stagione, alle restrizioni dei decreti, alle limitazioni degli spostamenti, al venir meno delle occasioni d'incontro, ad un eccessivo utilizzo dello smart working, all'assenza dello shopping di turisti stranieri extra Ue che spendevano nella moda mediamente 861 euro a persona", il commento del segretario generale di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Massimo Torti. Il quale spera comunque che arrivi il volano atteso per un settore in grande difficoltà, che ha bisogno di "indennizzi per superare l'emergenza" e in particolare un "credito d'imposta al 30% sulle rimanenze di magazzino" che ha causa delle chiusure obbligate non hanno potuto raggiungere i consumatori finali.

Anche in ragione di questo scetticismo, i negozianti sembrano intenzionati a calcare la mano degli sconti cercando di recuperare clientela. Secondo una ricognizione dell'Unione consumatori, rispetto a un mese prima per gli indumenti si arriverà a ribassi del 26,8%, calo mai visto negli ultimi anni. Le calzature segneranno un ribasso del 24,7%, 1,7 punti di differenza rispetto al 23% del gennaio 2020.

Per quel che riguarda gli stili di consumo, infine, anche durante i saldi si conferma la 'vittoria' degli acquisti online a discapito dei negozi tradizionali. A seguito dei vari lockdown, infatti, farà acquisti online il 35% dei consumatori, il 13,7% in più dello stesso periodo dell'anno scorso. La spesa nei negozi scende dell'8,1%. Le imprese del commercio al dettaglio stanno vivendo un momento di estrema difficoltà che si riflette anche nelle aspettative riguardo i saldi: solo il 7,1% dei commercianti ritiene che il proprio negozio sarà visitato in misura maggiore durante i saldi invernali rispetto al gennaio 2020.


FONTE: LA REPUBBLICA



MOODY'S: ITALIA TRA I PAESI A MAGGIOR RISCHIO CREDITO

Pubblicato il 11 gennaio 2021 alle 09.35

Nel 2021 l'economia dell'Italia crescerà del 5,6% dopo il -9% del 2020. Lo prevede l'agenzia di rating Moody,s, secondo la quale Italia, Francia e Spagna «impiegheranno almeno fino al 2022» per tornare ai livelli pre-crisi. Per l'Europa Moody's prevede che la economica «sarà lenta, irregolare e fragile». Nel 2021 il Pil europeo crescerà a +4,6%, dopo una contrazione del 7,7% nel 2020. Solo la Lituania, secondo Moody's, tornerà ai livelli pre-crisi nel 2021. Per tutti gli altri Paesi i rischi "rimangono elevati e volti al ribasso", per gli "sviluppi incerti della pandemia e le potenziali azioni dei governi", costretti in molti casi a reintrodurre le restrizioni, che manterranno fino ai primi mesi di quest'anno. «Italia e Spagna - rileva Moody's - sono particolarmente esposte alle restrizioni interne», perché hanno delle economie molto dipendenti dal settore dei servizi. In particolare risentiranno del minor afflusso di turisti. Secondo Moody's, «la domanda di turismo internazionale è improbabile che torni ad avvicinarsi ai livelli precedenti fino a quando un vaccino efficace non sarà largamente in circolazione o non si avrà un trattamento che ridurrà significativamente i decessi». Inoltre Italia, Francia e Spagna registreranno dei tassi di crescita piu' elevati nel 2021, ma ciò riflette in gran parte un rimbalzo meccanico dopo le notevoli contrazioni dello scorso anno e la loro produzione rimarrà ben al di sotto dei livelli pre-crisi.

L'Italia, con la Spagna, il Portogallo e Cipro è tra i Paesi europei considerati a maggior rischio credito dall'agenzia di rating Moody's nel caso di nuovi shock all'economia. «I maggiori rischi per il credito - si legge nel rapporto di Moody's - sono in Italia, Cipro, Spagna e Portogallo data la loro alta esposizione economica alla crisi insieme al loro spazio fiscale più limitato». Questi rischi sono tuttavia attenuati dall'impegno della Bce a fare tutto il necessario per fornire sostegno all'economia e aiutarla a superare la crisi scatenata dalla pandemia. La Bce, secondo Moody's «continuerà a svolgere un ruolo cruciale nel sostenere la fiducia degli investitori e nel mantenere bassi i costi di rifinanziamento».


FONTE: LA STAMPA




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